Tricodinia

La tricodinia è un dolore o un fastidio del cuoio capelluto avvertito alla radice dei capelli: bruciore, formicolio, indolenzimento, una sensibilità che aumenta quando tocchi o pettini i capelli. Spesso accompagna una caduta in corso, soprattutto il telogen effluvium. Non è un disturbo pericoloso, ma è reale e merita di essere capito.

Come si presenta

Chi ne soffre usa parole diverse: bruciore, punture di spillo, prurito, tensione, la testa indolenzita come dopo una giornata con una coda troppo stretta. Il fastidio può concentrarsi in una zona, spesso la sommità del capo, oppure coinvolgere tutta la testa. Peggiora spostando la riga o sfiorando i capelli, a volte la sera o nei periodi più pesanti. A guardarla, la pelle sembra normale. Il termine è stato proposto negli anni Novanta da un gruppo di dermatologi italiani, che avevano notato questo dolore in molte persone con una caduta in corso.

Perché viene

Le cause non sono del tutto chiare. La tricodinia compare spesso insieme al telogen effluvium e all’alopecia androgenetica, ed è più frequente nelle donne. Secondo una delle ipotesi, attorno ai follicoli si accende un’infiammazione di origine nervosa: le terminazioni liberano sostanze come la sostanza P, che rendono la zona più sensibile e forse disturbano anche il ciclo del capello. Diversi studi hanno trovato un legame con ansia, stress e umore depresso, che abbassano la soglia del dolore. Non vuol dire che il disturbo sia immaginario: tensione emotiva e corpo si influenzano a vicenda.

A volte dietro sensazioni simili c’è una causa più concreta: dermatite seborroica, psoriasi, follicolite, una reazione a tinture o shampoo, acconciature tirate, muscoli del collo contratti. Per questo si parla di tricodinia solo dopo aver escluso queste possibilità.

Dolore e caduta: chi viene prima

Molte persone temono che il dolore annunci una perdita di capelli definitiva. Di solito non è così: la tricodinia accompagna la caduta ma non la provoca, e la sua intensità non dice quanto sia grave il diradamento. Quando la causa della caduta si risolve, per esempio un effluvio dopo un periodo difficile o una carenza di ferro corretta, spesso anche il fastidio si attenua e i capelli ricrescono. Nell’alopecia androgenetica, invece, il diradamento segue la sua strada e va trattato a parte.

Che cosa si può fare

Il primo passo è capire da che cosa dipende. Durante una visita tricologica si esaminano pelle e capelli con la tricoscopia, si valuta se c’è una caduta e di che tipo, e si cercano infiammazioni poco visibili. Se il disturbo nasce da una dermatite o da una follicolite, si cura quella. Intanto aiutano abitudini semplici: shampoo delicati, niente acconciature strette, meno calore da phon e piastra, nessun prodotto profumato o aggressivo. Quando lo stress pesa molto, tecniche di rilassamento o un sostegno psicologico riducono la percezione del dolore. Nei casi ostinati il medico può valutare farmaci che agiscono sulla trasmissione nervosa del dolore, usati fuori indicazione e solo dopo una valutazione personale.

Domande frequenti

Perché viene la tricodinia?

Non c’è una causa unica. Si associa spesso a una caduta di capelli in corso, soprattutto al telogen effluvium, e a periodi di stress o ansia che rendono le terminazioni nervose più sensibili. Anche infiammazioni del cuoio capelluto, prodotti irritanti e acconciature tirate possono provocare dolori simili, che vanno distinti.

Quanto dura la tricodinia?

Dipende da che cosa la scatena. Quando accompagna un effluvio temporaneo tende a calmarsi nel giro di settimane o pochi mesi, man mano che la caduta rallenta. Se invece è legata a uno stress che persiste o a un’infiammazione non curata può andare avanti più a lungo, con fasi migliori e peggiori.

Dopo la tricodinia ricrescono i capelli?

Sì, se la caduta che la accompagnava è di tipo reversibile, come il telogen effluvium: in quel caso i follicoli restano vivi e riprendono a produrre capelli. Il dolore in sé non danneggia il follicolo. Se invece sotto c’è un’alopecia androgenetica, serve una terapia specifica per conservare la densità.

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Pagina a cura di Raffaele Grillo, tricologo e fondatore de La Clinica del Capello, Lugano.

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