Shedding è la parola inglese che indica la caduta dei capelli che si staccano dal follicolo alla fine del loro ciclo. In tricologia descrive sia la perdita quotidiana normale sia una caduta più abbondante del solito. Nel linguaggio comune si usa spesso per la caduta temporanea che compare all’inizio di una terapia o dopo un trapianto.
Shedding e perdita di capelli non sono sinonimi
I dermatologi di lingua inglese distinguono due situazioni. Nello shedding i capelli cadono perché hanno finito il ciclo: escono con un piccolo bulbo bianco all’estremità e il follicolo, dopo una pausa, ne produce uno nuovo. Quando i capelli che cadono sono molti più del solito si parla di effluvio, e la forma più frequente è il telogen effluvium. Nella perdita vera e propria, invece, qualcosa impedisce al follicolo di produrre il capello o lo rimpicciolisce: succede nell’alopecia androgenetica, nell’alopecia areata e nelle forme cicatriziali.
La differenza ha conseguenze pratiche. Uno shedding aumentato si nota sul cuscino, nella doccia, nella spazzola, ma tende a risolversi quando la causa passa. Una calvizie ereditaria può avanzare per anni senza che tu veda cadere più capelli del normale: si accorcia e si assottiglia ciò che ricresce.
Quanto shedding è normale
Perdere ogni giorno fra cinquanta e cento capelli rientra nella norma. Il numero varia: il giorno dello shampoo se ne staccano di più perché si sono accumulati quelli dei giorni precedenti, e con i capelli lunghi la quantità sembra maggiore. Molte persone notano un aumento a fine estate o in autunno. Un capello con il bulbo bianco e la punta integra è un capello arrivato a fine ciclo, mentre frammenti senza radice indicano piuttosto un fusto che si spezza.
Lo shedding dovuto alle terapie
Alcuni trattamenti provocano una caduta passeggera prima della ricrescita. Il caso più noto riguarda il minoxidil, che nelle prime settimane spinge i capelli a riposo a staccarsi per lasciare spazio a quelli nuovi; ha una voce dedicata. Qualcosa di simile accade dopo un trapianto, quando cadono i capelli trapiantati e talvolta alcuni vicini. Anche dopo il parto, dopo la sospensione della pillola o dopo una febbre alta molti capelli entrano insieme nella fase di riposo e cadono due o tre mesi più tardi.
Quando farlo valutare
Conviene un controllo se la caduta abbondante dura più di tre mesi, se i capelli si staccano a ciocche, se compaiono chiazze, se la riga si allarga o le tempie si svuotano, oppure se il cuoio capelluto è arrossato, prude o fa male. Durante una visita tricologica il medico valuta con una leggera trazione quanti capelli si staccano, osserva radici e cute in tricoscopia e, se serve, chiede esami del sangue per ferro, tiroide e altre possibili cause.
Domande frequenti
Cos’è lo shedding?
È il termine inglese per la caduta dei capelli arrivati a fine ciclo, che si staccano con il loro bulbo per lasciare il posto a capelli nuovi. Una certa quantità ogni giorno è normale. Si parla di shedding eccessivo quando la caduta aumenta in modo evidente per settimane, di solito dopo un evento che ha messo sotto stress l’organismo.
Quanto dura lo shedding da minoxidil?
Compare di solito tra la seconda e l’ottava settimana di terapia e si esaurisce nel giro di qualche settimana. In genere indica che i follicoli stanno rispondendo. Se la caduta continua oltre i tre mesi, o è molto intensa, non sospendere da solo il trattamento: parlane con il medico per capire se c’è un’altra causa.
Cosa significa shedding in medicina?
Significa perdita o distacco, e il senso dipende dalla disciplina. In tricologia è la caduta dei capelli, in dermatologia può indicare il distacco delle squame della pelle. In infettivologia lo shedding virale è l’eliminazione di virus da parte di una persona infetta, per esempio con la saliva o le secrezioni.
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Pagina a cura di Raffaele Grillo, tricologo e fondatore de La Clinica del Capello, Lugano.