Il punch è uno strumento a forma di piccolo cilindro cavo con il bordo tagliente, che incide la pelle in modo circolare. In tricologia e chirurgia del capello serve soprattutto a prelevare le unità follicolari una per una nel trapianto FUE. In dermatologia, con un diametro maggiore, si usa per la biopsia del cuoio capelluto.
Come funziona nel prelievo dei follicoli
Il chirurgo centra il punch sui capelli che escono da un’unità follicolare e lo spinge nella pelle ruotandolo o con un movimento oscillante. L’incisione scende di qualche millimetro, quanto basta per staccare l’innesto dal tessuto vicino senza tagliare il bulbo. L’unità viene poi estratta con una pinza sottile. Lo strumento si usa a mano oppure montato su un manipolo motorizzato, e alcuni sistemi robotizzati ne guidano la posizione con una telecamera.
Il punto delicato è che sotto la pelle i follicoli non scendono dritti: si inclinano e a volte divergono. Se il punch segue un angolo diverso da quello dei capelli, rischia di tranciarne uno o più. Questo danno si chiama transezione e un follicolo tagliato di netto spesso non ricresce. Per ridurlo il medico regola profondità e direzione di ogni singolo prelievo, osservando il risultato con l’ingrandimento.
Punch affilati, smussi e ibridi
I punch affilati tagliano la pelle con facilità anche quando è spessa o rigida, ma lungo tutto il percorso continuano a tagliare, quindi un errore di angolo pesa di più. Quelli smussi, con bordo arrotondato, incidono meno e separano l’innesto dai tessuti spingendo più che tagliando. Seguono meglio la curva dei follicoli, però richiedono più forza e un’incisione superficiale preliminare. Esistono poi modelli ibridi e varianti con l’interno svasato, pensate per adattarsi a capelli ricci o a cute particolare. Non c’è un modello migliore in assoluto: la scelta dipende dalla pelle del paziente e dall’esperienza di chi opera.
Dagli innesti di qualche millimetro alla FUE
Il punch non è uno strumento nuovo. Già negli anni Cinquanta i primi trapianti si facevano con punch di diversi millimetri, che prelevavano isolotti di pelle con molti capelli. Il risultato, con ciuffi raggruppati e ben visibili, ricordava i capelli di una bambola. La riduzione progressiva del diametro fino a sotto il millimetro ha reso possibile prelevare singole unità follicolari e ottenere un aspetto naturale. Le misure più piccole sono trattate nella voce sul micro punch.
La biopsia a punch
Quando la diagnosi di una caduta non è chiara, per esempio se si sospetta un’alopecia cicatriziale, il dermatologo può prelevare un piccolo cilindro di cuoio capelluto con un punch di qualche millimetro, in anestesia locale. Il campione contiene follicoli interi e il patologo li esamina al microscopio. In genere basta un punto di sutura e la cicatrice resta nascosta tra i capelli.
Nel prelievo per un trapianto di capelli il diametro del punch, il tipo di lama e il modo in cui viene usato incidono sulla qualità degli innesti e sui segni che restano nella zona donatrice. Sono dettagli da chiedere apertamente quando valuti l’intervento.
Domande frequenti
Il prelievo con il punch lascia cicatrici?
Sì, ogni foro guarisce lasciando un puntino chiaro, molto piccolo. Con i capelli lunghi qualche centimetro questi segni restano nascosti. Diventano più evidenti con un taglio rasato a zero o quando dalla stessa area si prelevano troppi innesti, perché la nuca appare diradata.
Il punch fa male?
Il prelievo si esegue sempre in anestesia locale, quindi durante la procedura senti al massimo una pressione. Il fastidio maggiore è legato alle iniezioni di anestetico all’inizio. Nei giorni successivi la zona donatrice può essere indolenzita e un po’ tesa, di solito per poco tempo.
Che differenza c’è tra punch e bisturi nel trapianto?
Il bisturi serve nella tecnica FUT, dove si asporta una striscia di pelle dalla nuca che poi viene divisa in innesti al microscopio. Con il punch, invece, le unità follicolari si prelevano una alla volta. Così non resta una cicatrice lineare, ma tanti piccoli segni puntiformi.
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Pagina a cura di Raffaele Grillo, tricologo e fondatore de La Clinica del Capello, Lugano.