Psoriasi del cuoio capelluto

La psoriasi del cuoio capelluto è la localizzazione sulla testa della psoriasi, una malattia infiammatoria cronica della pelle legata al sistema immunitario. Forma placche rosse e spesse, coperte da squame bianco argentee ben attaccate, che spesso superano l’attaccatura dei capelli. Non è contagiosa e procede a fasi, alternando peggioramenti e periodi più tranquilli.

Perché compare

Nella psoriasi alcune cellule del sistema immunitario mandano segnali infiammatori alla pelle, che reagisce rinnovandosi molto più in fretta del normale. Le cellule dell’epidermide salgono in superficie in pochi giorni invece che in qualche settimana, si accumulano e formano le squame. Sotto, la pelle resta arrossata e ispessita. Contano la predisposizione genetica, tanto che spesso ne soffre anche un parente, e alcuni fattori esterni che accendono la malattia o la fanno peggiorare.

Secondo l’Ospedale universitario di Zurigo in Svizzera ne soffre l’1-2% della popolazione, e il cuoio capelluto è tra le zone più colpite insieme a gomiti e ginocchia. Per molte persone è la prima sede in cui la psoriasi si manifesta, e a volte resta l’unica.

Come riconoscerla

Le placche hanno bordi netti, si sentono rilevate al tatto e sono coperte da squame secche, spesse, di colore bianco argenteo. Si trovano spesso sulla nuca, dietro le orecchie e lungo l’attaccatura frontale, dove possono sconfinare di un paio di centimetri sulla fronte. Il prurito varia molto: c’è chi quasi non lo sente e chi ne soffre al punto da grattarsi fino a farsi sanguinare. Staccando a forza le squame compaiono piccoli punti di sangue.

Altri segnali aiutano il medico: chiazze simili su gomiti, ginocchia o zona lombare, unghie con piccole depressioni a puntini o staccate dal letto ungueale, dolori e gonfiore alle articolazioni delle dita. In circa un paziente su cinque la psoriasi colpisce anche le articolazioni, con un’artrite che va riconosciuta presto per evitare danni permanenti.

Differenze con la dermatite seborroica

Le due malattie si confondono spesso, e in alcune persone convivono. La dermatite seborroica dà squame più sottili, giallastre e unte, con confini meno netti, e interessa volentieri sopracciglia e pieghe del naso. Le squame della psoriasi sono invece più spesse, secche e chiare, e le placche più delimitate. Con la tricoscopia il medico osserva anche i vasi sanguigni sotto la superficie: nella psoriasi appaiono come puntini e piccoli gomitoli rossi distribuiti in modo regolare, nella dermatite seborroica come vasi sottili e ramificati.

Cosa la fa peggiorare

Tra i fattori scatenanti più noti ci sono lo stress, le infezioni (soprattutto quelle da streptococco alla gola), il fumo e l’alcol. Anche alcuni farmaci, come i beta-bloccanti, gli antimalarici e alcuni antibiotici, possono riaccendere la malattia: non sospenderli di tua iniziativa, ma segnala al medico se noti un peggioramento dopo una nuova terapia. Il freddo e l’aria secca dell’inverno tendono ad aggravare le placche. Grattarsi, pettinarsi con energia o staccare le squame con le unghie irrita la pelle e può far comparire nuove lesioni proprio nei punti traumatizzati.

Psoriasi e caduta dei capelli

Molte persone temono di perdere i capelli. Nelle fasi infiammatorie più intense può esserci una caduta più abbondante, perché i follicoli vicini alle placche entrano in fase di riposo; anche grattarsi e rimuovere le squame in modo brusco strappa capelli. In genere è una perdita temporanea e i capelli ricrescono quando la pelle si calma. Solo raramente, in forme molto infiammate e trascurate, la psoriasi lascia aree con follicoli danneggiati in modo stabile.

Come si tratta

La psoriasi oggi non si guarisce in modo definitivo, ma si può controllare bene. Il primo passo è ammorbidire e togliere le squame con prodotti cheratolitici a base di acido salicilico o urea, oppure con oli applicati prima del lavaggio, così i farmaci arrivano alla pelle. Le terapie locali più usate sono i corticosteroidi e gli analoghi della vitamina D, da soli o combinati, in lozioni, gel, schiume o shampoo pensati per la zona coperta da capelli. Sono farmaci da usare secondo le indicazioni del medico, che sceglie potenza e durata e poi imposta una fase di mantenimento.

Se la psoriasi è estesa, resiste alle cure locali o pesa molto sulla qualità della vita, il dermatologo può valutare terapie per bocca o farmaci biologici, che agiscono su specifiche molecole dell’infiammazione. Il cuoio capelluto è considerato una sede difficile, e una forma ostinata in questa zona da sola può giustificare un trattamento sistemico.

A casa aiutano shampoo delicati, acqua tiepida, asciugatura con il phon non troppo caldo e la pazienza di non grattare. Quando squame e prurito si accompagnano a capelli che cadono, una visita tricologica con tricoscopia permette di distinguere la psoriasi da altre condizioni simili e di valutare lo stato dei follicoli, in collaborazione con il dermatologo che segue la malattia.

Domande frequenti

Come capire se si ha la psoriasi in testa?

Fai caso a placche rosse ben delimitate e coperte da squame spesse e argentee, spesso dietro le orecchie, sulla nuca o al confine con la fronte. Chiazze simili su gomiti e ginocchia o unghie con piccoli buchi rafforzano il sospetto. La conferma la dà il dermatologo o il tricologo con l’esame della pelle.

Cosa fa peggiorare la psoriasi del cuoio capelluto?

Stress, infezioni, fumo, alcol, freddo secco e alcuni farmaci possono far riacutizzare le placche. Anche il trauma conta: grattarsi o staccare le squame con le unghie irrita la pelle e favorisce nuove lesioni. Tenere un diario dei peggioramenti aiuta a riconoscere i fattori che pesano di più nel tuo caso.

Cosa non mangiare quando si ha la psoriasi?

Non esiste una dieta che faccia sparire la psoriasi. Ridurre l’alcol è utile, perché può peggiorare la malattia e interferire con alcune terapie. Anche perdere peso in caso di sovrappeso aiuta, mentre un’alimentazione di tipo mediterraneo è una scelta ragionevole. Eliminare interi gruppi di alimenti senza motivo medico non porta benefici dimostrati.

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Pagina a cura di Raffaele Grillo, tricologo e fondatore de La Clinica del Capello, Lugano.

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