I pili torti sono un’anomalia del fusto in cui il capello è appiattito e ruotato di 180 gradi sul proprio asse, a intervalli irregolari, come un nastro attorcigliato. Questi capelli riflettono la luce in modo disomogeneo e si spezzano con facilità. Possono essere un difetto presente fin dall’infanzia oppure comparire più tardi, legati ad altre malattie o a farmaci.
Come si riconoscono
A occhio nudo i capelli appaiono secchi, ispidi e ruvidi al tatto, con riflessi a tratti opachi e a tratti brillanti, perché ogni torsione rimanda la luce in una direzione diversa. Spesso sono corti e radi, dato che si rompono prima di allungarsi, soprattutto dove sfregano di più, come la nuca e le tempie. Possono interessare anche sopracciglia e ciglia. Qualche capello ritorto isolato si può trovare anche in un cuoio capelluto normale: il quadro diventa significativo quando i fusti coinvolti sono numerosi.
Le forme congenite
Nella forma classica i capelli cambiano aspetto nei primi anni di vita, più spesso in bambine bionde, e la situazione tende a migliorare dopo la pubertà. Esiste anche una variante a esordio tardivo, che compare di solito dopo la pubertà. A volte i pili torti sono l’unico segno; altre volte fanno parte di una sindrome genetica, ed è per questo che il medico guarda oltre i capelli. Nella sindrome di Björnstad si associano a una sordità di tipo neurosensoriale. Nella malattia di Menkes, una rara malattia ereditaria legata al cromosoma X, che colpisce quasi solo i maschi e impedisce di assorbire bene il rame, si accompagnano a un ritardo dello sviluppo e a problemi neurologici. Capelli ritorti si osservano inoltre in diverse displasie ectodermiche, condizioni che coinvolgono insieme pelle, denti, unghie e ghiandole del sudore.
Le forme acquisite
In un adulto che aveva capelli normali, i pili torti indicano di solito che il follicolo è stato deformato da qualcosa. Succede nelle alopecie cicatriziali, come il lichen planopilaris e il lupus discoide, dove l’infiammazione e la fibrosi attorno al follicolo storcono il capello mentre esce. Sono stati descritti anche durante l’uso di retinoidi orali, di alcuni farmaci antitumorali che bloccano il recettore del fattore di crescita epidermico (EGFR) e dell’acido valproico, oltre che nelle malnutrizioni gravi e in alcune malattie sistemiche. In questi casi il capello ritorto è un indizio prezioso, e la terapia va rivolta alla causa.
Diagnosi e gestione
La diagnosi si fa con la tricoscopia o con l’esame di alcuni capelli al microscopio, che mostrano le torsioni lungo il fusto. Subito dopo bisogna capire il contesto. Nei bambini il pediatra o il dermatologo valuta la crescita, lo sviluppo e l’udito e, se ci sono segni sospetti, fa controllare il rame nel sangue. Negli adulti si esamina il cuoio capelluto alla ricerca di infiammazione o cicatrici e si rivedono i farmaci assunti. Il fusto ritorto non si raddrizza: si proteggono i capelli riducendo trazioni, calore e trattamenti chimici. I pili torti vanno distinti da altre anomalie del fusto come i pili annulati, in cui il capello mostra bande alternate chiare e scure ma non è attorcigliato.
Domande frequenti
I pili torti nei bambini passano con la crescita?
Nella forma congenita isolata spesso sì: dopo la pubertà i capelli tendono a migliorare per quantità e aspetto. Quando invece i pili torti fanno parte di una sindrome, il decorso dipende dalla malattia di base. Per questo un bambino con capelli ritorti merita anche un controllo dell’udito e dello sviluppo.
Chi è lo specialista a cui rivolgersi per i pili torti?
Il primo riferimento è il dermatologo o un medico esperto di malattie dei capelli, che conferma la diagnosi con la tricoscopia. Nei bambini il pediatra coordina gli eventuali controlli su udito, sviluppo e metabolismo del rame. Negli adulti l’attenzione va al cuoio capelluto e ai farmaci, perché spesso la causa si trova lì.
I pili torti si possono curare?
Il capello già ritorto non torna dritto. Se la causa è un farmaco, i capelli nuovi tornano spesso normali dopo una modifica della terapia decisa con il medico. Nelle alopecie cicatriziali curare presto l’infiammazione serve a salvare i follicoli ancora vivi. Nelle forme congenite si proteggono i capelli in attesa del miglioramento che spesso arriva con l’età.
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Pagina a cura di Raffaele Grillo, tricologo e fondatore de La Clinica del Capello, Lugano.