L’olio di ricino è un olio vegetale denso e viscoso che si ottiene spremendo i semi del Ricinus communis. Sui capelli si usa come impacco prima dello shampoo, per ammorbidire le lunghezze e renderle più lucide. La sua fama di olio che fa ricrescere i capelli, invece, non ha conferme negli studi sull’uomo.
Che cosa contiene
Quasi nove decimi dei suoi grassi sono acido ricinoleico, un acido grasso con un gruppo ossidrile in più rispetto a quelli degli altri oli. È questa particolarità a renderlo così spesso e appiccicoso, molto più dell’olio d’oliva o di mandorle, e a fargli trattenere un velo d’acqua sulla superficie del capello. Il resto è formato soprattutto da acido oleico e linoleico, con piccole quantità di vitamina E.
Il seme intero contiene ricina, una proteina molto tossica. Nell’olio però non passa: durante la spremitura e la lavorazione resta nel panello di scarto, per cui l’olio venduto per uso cosmetico non presenta questo rischio.
Cosa fa davvero sul capello
Steso sulle lunghezze, l’olio di ricino forma una pellicola che rallenta la perdita d’acqua, liscia le squame della cuticola e rende il capello più morbido e riflettente. Su capelli secchi, crespi, ricci o stressati da tinture e decolorazioni la differenza al tatto si sente già dopo il primo impacco. Si tratta di un effetto cosmetico che dura fino al lavaggio successivo: migliora l’aspetto del capello senza ripararne la struttura interna.
Sul cuoio capelluto secco, che tira e desquama in scaglie fini, può dare un po’ di sollievo. Se invece la cute è grassa o hai la forfora grassa, aggiungere un olio così pesante in genere peggiora la situazione.
Fa crescere i capelli?
Non ci sono prove che lo faccia. Nessuno studio clinico controllato ha misurato un aumento del numero o dello spessore dei capelli con l’olio di ricino. Le spiegazioni che circolano, come una migliore circolazione nel cuoio capelluto o un’azione antinfiammatoria dell’acido ricinoleico, restano ipotesi nate in laboratorio. Le foto prima e dopo che si trovano in rete mostrano quasi sempre capelli più lucidi e meno spezzati: sembrano più folti, ma il numero di follicoli attivi è lo stesso.
Vale lo stesso discorso per ciglia e sopracciglia, dove l’olio di ricino è un rimedio di famiglia molto diffuso. Le ciglia trattate appaiono più scure e definite perché sono lucide e si spezzano meno, non perché i follicoli ne producano di nuove.
Quando un olio non basta
Se perdi capelli in modo diffuso, se la riga si allarga o la stempiatura avanza, un olio non tocca la causa. L’alopecia androgenetica dipende dalla sensibilità dei follicoli agli ormoni, il telogen effluvio da uno stress per l’organismo o da una carenza, l’alopecia areata da una reazione autoimmune. Per ognuna di queste forme esistono terapie con prove di efficacia, che rendono di più se iniziate presto, quando i follicoli sono ancora recuperabili. Affidarsi solo all’olio di ricino rischia di farti perdere mesi in cui una cura adatta avrebbe potuto agire.
Come si usa
Per un impacco bastano poche gocce, scaldate tra i palmi e distribuite sulle lunghezze, tenendosi lontano dalle radici se il cuoio capelluto si unge facilmente. Siccome è molto denso, molte persone lo mescolano a un olio più fluido, per esempio jojoba o mandorle dolci. Si lascia in posa da mezz’ora a qualche ora e si toglie con lo shampoo, a volte ne servono due passate. Una o due volte alla settimana sono sufficienti. Scegli un olio spremuto a freddo, destinato all’uso cosmetico.
Effetti indesiderati e precauzioni
In genere è ben tollerato, ma può irritare la pelle e, più raramente, provocare una dermatite allergica da contatto. Prima di usarlo sul cuoio capelluto prova a metterne una goccia nell’incavo del gomito e aspetta un giorno. Negli occhi brucia e li arrossa, quindi attenzione quando lo applichi sulle ciglia.
In letteratura medica è descritto anche un caso di infeltrimento acuto: dopo un impacco, i capelli lunghi di una giovane donna si sono aggrovigliati in una massa compatta impossibile da districare, che è stato necessario tagliare. È un evento eccezionale, ma ricorda di non frizionare le lunghezze e di pettinarle con delicatezza dopo l’applicazione.
L’olio di ricino non va mai bevuto come rimedio per i capelli. Per bocca è un lassativo potente che provoca crampi e diarrea, ed è sconsigliato in gravidanza perché può stimolare le contrazioni dell’utero.
Domande frequenti
Quanto ci mette l’olio di ricino a far crescere i capelli?
Non c’è un tempo da indicare, perché nessuno studio ha dimostrato che faccia crescere i capelli. Quello che noti dopo qualche impacco è un capello più morbido, lucido e meno fragile. Se dopo mesi di applicazioni la caduta continua o il diradamento peggiora, è il segnale che serve una valutazione medica.
L’olio di ricino va messo sui capelli asciutti o bagnati?
Funziona in entrambi i casi. Sui capelli asciutti si distribuisce meglio sulle punte e si nota di più l’effetto nutriente. Sui capelli appena tamponati, ancora un po’ umidi, scivola con più facilità e ne serve meno. In tutti e due i casi va poi tolto con lo shampoo, perché lasciato in posa resta pesante e unto.
Qual è l’olio che fa crescere di più i capelli?
Nessun olio ha dimostrato di far ricrescere i capelli in modo affidabile. Per l’olio di rosmarino e per quello di semi di zucca esistono piccoli studi con risultati interessanti, ma ancora da confermare. Le terapie con prove solide sono altre e vanno scelte dopo aver capito che tipo di caduta hai.
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Pagina a cura di Raffaele Grillo, tricologo e fondatore de La Clinica del Capello, Lugano.