L’ofiasi è una forma di alopecia areata in cui i capelli cadono lungo una fascia che segue il bordo inferiore del cuoio capelluto: parte dalla nuca, passa sopra le orecchie e può arrivare alle tempie. Il nome viene dal greco ophis, serpente, per l’andamento sinuoso della zona scoperta. Tende a durare più a lungo delle chiazze rotonde.
Come si riconosce la fascia ofiasica
Spesso tutto comincia con una chiazza sulla nuca che, invece di restare rotonda, si allunga di lato. Nel giro di settimane o mesi la zona liscia gira attorno alla testa all’altezza dell’attaccatura, a volte fino a unire le due tempie passando da dietro. La pelle ha un aspetto normale, senza squame né cicatrici, e i capelli della sommità restano al loro posto. Chi porta i capelli lunghi se ne accorge tardi, perché le ciocche superiori coprono il bordo: il primo a notarlo è spesso il parrucchiere.
Esiste anche il disegno opposto, chiamato sisaipho (in pratica ophiasis, il nome latino, letto quasi al contrario): la caduta riguarda la fronte, le tempie e la parte alta della testa e risparmia la nuca. Somiglia a una calvizie comune e per questo viene a volte scambiato per un diradamento ormonale.
Perché preoccupa più delle chiazze rotonde
Il meccanismo è quello dell’alopecia areata: alcuni globuli bianchi attaccano il bulbo in crescita e lo mettono a riposo senza distruggerlo, quindi la ricrescita resta possibile. Cambia il comportamento nel tempo. La variante ofiasica è rara, si osserva più spesso quando la malattia esordisce nell’infanzia o nell’adolescenza e tende a durare a lungo, a rispondere meno alle cure e a ripresentarsi dopo i miglioramenti. Per i dermatologi è uno dei segni che fanno prevedere un decorso più impegnativo.
Una perdita di capelli lungo i margini non è sempre ofiasi. L’alopecia da trazione, dovuta a code e trecce tirate, colpisce soprattutto tempie e fronte. L’alopecia frontale fibrosante fa arretrare l’attaccatura e lascia una pelle lucida, dove gli sbocchi dei follicoli non si vedono più. La tricoscopia aiuta a distinguerle: nell’ofiasi compaiono puntini gialli, capelli spezzati e peli a punto esclamativo, segni che nelle forme cicatriziali mancano.
Le terapie e i tempi
Le cure sono le stesse dell’alopecia areata e il medico le sceglie in base all’estensione e all’età. Si usano cortisonici da applicare sulla pelle e infiltrazioni di cortisone nelle zone colpite, anche se lungo i margini la risposta è spesso più lenta. Nei casi ribelli alcuni centri propongono l’immunoterapia topica. Quando la malattia interessa almeno metà del cuoio capelluto, in Svizzera lo specialista può valutare un farmaco per bocca della famiglia degli inibitori JAK, con i limiti di età previsti e controlli regolari. Una fascia ofiasica isolata, però, di solito non arriva a quella soglia.
Serve pazienza. Anche quando la terapia funziona, la ricrescita sulla nuca può richiedere molti mesi e i primi capelli spuntano spesso bianchi e sottili. Nel frattempo un taglio che lasci un po’ più lunghe le ciocche superiori copre bene la fascia. Una visita tricologica permette di confermare la diagnosi, misurare quanto è estesa la caduta e seguire nel tempo la risposta del cuoio capelluto.
Domande frequenti
Quali sono le differenze tra alopecia areata e ofiasi?
L’ofiasi non è una malattia diversa, ma una variante dell’alopecia areata. Cambia la forma della caduta: invece di chiazze rotonde, una fascia lungo la nuca e sopra le orecchie. Cambia anche la prognosi, perché questa variante in genere dura di più, risponde meno alle terapie e torna più spesso.
Con l’ofiasi i capelli ricrescono?
Sì, possono ricrescere, perché il follicolo non viene distrutto e resta pronto a ripartire. Rispetto alle chiazze singole, però, la ricrescita spontanea è meno frequente e più lenta, e le ricadute sono comuni. Una terapia impostata presto e seguita con costanza aumenta le probabilità di recuperare i capelli lungo il bordo.
L’ofiasi colpisce anche i bambini?
Sì, ed è proprio nei bambini e nei ragazzi che si vede più spesso, anche se resta una forma rara. Una caduta a fascia lungo la nuca in un bambino va fatta vedere al pediatra o al dermatologo, che escluderà anche altre cause, come una micosi o l’abitudine di tirarsi i capelli.
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Pagina a cura di Raffaele Grillo, tricologo e fondatore de La Clinica del Capello, Lugano.