Moniletrix

Il moniletrix è una rara malattia ereditaria del fusto del capello. Lungo il capello si alternano a intervalli regolari piccoli rigonfiamenti e strozzature, come i grani di una collana, e nei punti più sottili il fusto si spezza. Ne risultano capelli corti, secchi e radi, che di solito compaiono già nei primi anni di vita.

Perché i capelli sembrano una collana

Il nome unisce il latino monile, collana, e il greco thrix, capello. Al microscopio i nodi, di forma ellittica, hanno lo spessore di un capello normale, mentre gli internodi sono strozzature sottili. Il difetto si ripete a intervalli regolari lungo tutto il fusto. Proprio nelle strozzature il capello cede al minimo attrito: il cuscino, una spazzola, il bordo di un cappello.

Da cosa dipende

Alla base c’è un errore in uno dei geni che servono a costruire il capello. Nella forma più frequente riguarda i geni delle cheratine del capello KRT81, KRT83 o KRT86 (nel 2024 si è aggiunto KRT31, trovato in poche famiglie) e si trasmette in modo autosomico dominante: basta che lo porti uno dei genitori perché ogni figlio abbia una probabilità su due di ereditarlo. Più di rado il gene coinvolto è DSG4, che codifica la desmogleina 4, una proteina che tiene unite le cellule del fusto; in questo caso la trasmissione è recessiva e i genitori, portatori sani, hanno capelli normali. Nella stessa famiglia l’intensità varia molto: c’è chi ha qualche zona diradata sulla nuca e chi quasi tutta la testa coinvolta.

Come si manifesta

Molti bambini nascono con capelli in apparenza normali. Nei primi mesi, quando i capelli del neonato vengono sostituiti, quelli nuovi crescono fragili e si spezzano a pochi centimetri dalla pelle. Le zone più colpite sono la nuca e la parte posteriore della testa, dove lo sfregamento è maggiore. Attorno ai follicoli compaiono spesso piccoli rilievi ruvidi, simili alla pelle d’oca, dovuti a un accumulo di cheratina chiamato cheratosi follicolare. Possono essere coinvolti anche sopracciglia, ciglia e peli del corpo, e a volte le unghie, che diventano sottili e incurvate verso l’alto, a cucchiaio. Il follicolo resta vivo: il problema è un capello che non riesce ad allungarsi, non una caduta dalla radice.

Come si arriva alla diagnosi

Il sospetto nasce dall’aspetto, la conferma dall’esame del fusto. Con la tricoscopia il medico vede i capelli a collana direttamente sul cuoio capelluto, senza strapparli, e l’osservazione al microscopio di qualche capello mostra la regolarità di nodi e strozzature. Lo stesso esame permette di escludere lo pseudomoniletrix, un’alterazione che a occhio nudo somiglia ma nasce da traumi meccanici o da artefatti di preparazione, e altre anomalie del fusto. Il test genetico serve a confermare la forma e a orientare la consulenza per la famiglia.

Cosa si può fare

Una cura che corregga il difetto non esiste. In letteratura sono descritti miglioramenti, spesso temporanei, soprattutto con il minoxidil in lozione o per bocca, mentre con i retinoidi orali i risultati sono più variabili. Si tratta però di casi singoli o di piccole serie, e la decisione spetta al dermatologo. Il lavoro più utile è quotidiano e consiste nel ridurre gli attriti: pettine a denti larghi, poche spazzolate, niente acconciature tirate, tinte, permanenti o piastre, federe lisce e cappelli morbidi. Con la crescita la situazione spesso migliora, talvolta in pubertà o durante una gravidanza, anche se il difetto raramente scompare del tutto. Molte famiglie si sentono sollevate quando scoprono che il moniletrix non dipende da carenze alimentari né da errori nella cura dei capelli.

Domande frequenti

Il moniletrix è contagioso o pericoloso?

No. È un difetto genetico della struttura del capello, non un’infezione, e non si trasmette con il contatto. In genere non tocca la salute generale: riguarda capelli, peli e talvolta unghie. Il peso è soprattutto estetico e, nei bambini più grandi e negli adolescenti, può incidere sull’autostima: è un aspetto da affrontare apertamente anche con il medico.

Il moniletrix migliora con l’età?

In molte persone sì: con gli anni i capelli tendono a diventare più numerosi e più lunghi, a volte in modo evidente durante la pubertà o una gravidanza. Il difetto però raramente sparisce del tutto e il fusto resta fragile, per cui le precauzioni contro trazioni, calore e trattamenti chimici valgono anche da adulti.

Se ho il moniletrix, lo trasmetterò ai miei figli?

Dipende dalla forma. In quella dominante, la più comune, ogni figlio ha una probabilità su due di ereditare il difetto, anche con un’intensità diversa dalla tua. Nella forma recessiva il rischio è basso, a meno che anche l’altro genitore sia portatore. Una consulenza di genetica medica, con il test, chiarisce la situazione della tua famiglia.

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Pagina a cura di Raffaele Grillo, tricologo e fondatore de La Clinica del Capello, Lugano.

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