Integratori per capelli

Gli integratori per capelli sono prodotti in capsule, compresse, bustine o caramelle gommose che concentrano vitamine, minerali, aminoacidi ed estratti vegetali legati alla crescita del capello. In Svizzera sono considerati alimenti, non medicinali. Sono utili soprattutto quando correggono una carenza reale; senza carenza il loro effetto sulla caduta è modesto o non dimostrato.

Che cosa contengono

Le formule si somigliano molto tra loro. Quasi sempre c’è la biotina, spesso affiancata da zinco, selenio, ferro e altre vitamine del gruppo B, a volte da vitamina D e vitamina C. Molti prodotti aggiungono aminoacidi ricchi di zolfo, come cistina e metionina, oppure cheratina o collagene idrolizzati, con l’idea di fornire i materiali di cui è fatto il capello. Infine ci sono gli estratti vegetali: miglio, equiseto, semi di zucca, serenoa repens, tè verde. Alcuni di questi ultimi hanno un’azione ipotizzata sugli ormoni, ma con pochi dati a sostegno.

Quando servono davvero

Il follicolo è uno dei tessuti più attivi del corpo, e quando mancano le materie prime riduce la produzione: molti capelli passano insieme alla fase di riposo e cadono qualche mese dopo. In questi casi correggere la carenza aiuta davvero. Le situazioni più frequenti sono la carenza di ferro nelle donne con mestruazioni abbondanti, la vitamina B12 bassa in chi segue un’alimentazione vegana, l’apporto di proteine e di zinco insufficiente dopo diete drastiche, la vitamina D bassa nei mesi invernali. Anche alcune malattie intestinali e certi interventi di chirurgia dell’obesità riducono l’assorbimento dei nutrienti.

La strada più sensata parte dagli esami del sangue, non dallo scaffale. Se la ferritina è bassa, per esempio, serve un apporto di ferro mirato e controllato nel tempo, che un integratore generico per capelli di solito non garantisce. Se invece i valori sono nella norma, aggiungere altre vitamine non accelera la crescita.

Cosa dicono gli studi

Una revisione sistematica pubblicata nel 2023 su JAMA Dermatology ha esaminato trenta studi sugli integratori contro la caduta. Per alcune formulazioni e per singoli ingredienti, come lo zinco, l’olio di semi di zucca o una miscela di omega-3 e omega-6 con antiossidanti, ha trovato segnali favorevoli. Gli stessi autori e altri esperti hanno però sottolineato i limiti: studi piccoli e brevi, misurazioni diverse da uno all’altro e una parte importante della ricerca sostenuta dalle aziende produttrici.

Nell’alopecia androgenetica nessun integratore ha dimostrato un’efficacia paragonabile a quella delle terapie mediche, perché la causa è ormonale e genetica e non nutrizionale. Nel telogen effluvium possono servire se l’effluvio è legato a una carenza. Nell’alopecia areata e nelle alopecie cicatriziali non sostituiscono in alcun modo le cure specifiche.

Rischi da conoscere

Il fatto che si vendano senza ricetta non significa che non abbiano effetti. Un eccesso di vitamina A o di selenio può addirittura far cadere i capelli. Lo zinco preso a lungo in quantità elevate riduce l’assorbimento del rame. Il ferro assunto senza bisogno si accumula. La biotina ad alte dosi falsa diversi esami del sangue, compresi quelli della tiroide e la troponina usata per diagnosticare l’infarto: se la prendi, avvisa il medico prima di un prelievo.

Occhio anche ai prodotti combinati. Chi prende un integratore per capelli, uno multivitaminico e magari un prodotto per le unghie può sommare dosi alte degli stessi nutrienti senza accorgersene. In gravidanza, in allattamento, se segui una terapia continuativa o se hai una malattia cronica, parlane prima con il medico o il farmacista.

Come leggere un’etichetta

In Svizzera gli integratori non passano da una procedura di autorizzazione prima della vendita: la responsabilità della sicurezza è del produttore e i Cantoni fanno controlli a campione. La legge non permette di presentarli come cure. Frasi come “contribuisce al mantenimento di capelli normali” sono indicazioni sulla salute ammesse per certi nutrienti, e dicono solo che quel nutriente serve al capello, non che prenderne di più lo faccia crescere. Le autorità invitano alla prudenza con i prodotti acquistati online da siti esteri che fanno promesse esagerate o non riportano un indirizzo completo.

Guarda le quantità rispetto al fabbisogno giornaliero, diffida delle formule con decine di ingredienti in dosi minime e dai un tempo ragionevole alla prova: il capello cresce lentamente e prima di tre mesi è difficile vedere qualcosa. Se dopo questo periodo la caduta continua, il problema probabilmente non era nutrizionale e conviene cercarne la causa con uno specialista.

Domande frequenti

Gli integratori per capelli sono davvero efficaci?

Funzionano bene quando c’è una carenza da correggere, per esempio di ferro, zinco o vitamina D. In chi non ha carenze le prove sono deboli: alcuni studi mostrano piccoli miglioramenti, ma con molti limiti. Nella calvizie di tipo androgenetico non sostituiscono le terapie mediche.

Qual è la vitamina che manca quando cadono i capelli?

Non ce n’è una sola. Le carenze più spesso collegate alla caduta riguardano il ferro, la vitamina D, la vitamina B12, lo zinco e le proteine. La biotina manca solo raramente. Per sapere se ti manca qualcosa servono gli esami del sangue, da valutare insieme al medico.

Cosa fa veramente ricrescere i capelli?

Dipende dalla causa della caduta. In un effluvio i capelli ricrescono da soli quando si elimina il fattore scatenante. Nell’alopecia androgenetica servono terapie mediche specifiche, come il minoxidil, da impostare con il medico. Per questo il primo passo è sempre capire che tipo di caduta hai.

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Pagina a cura di Raffaele Grillo, tricologo e fondatore de La Clinica del Capello, Lugano.

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