Il ferro per capelli, o ferro arricciacapelli, è un apparecchio elettrico con una barra riscaldata, cilindrica o conica, attorno alla quale si avvolgono le ciocche per formare ricci e onde. Il calore cambia per qualche ora la forma della cheratina. Se lo usi spesso e a temperature alte, però, il fusto diventa secco, fragile e si spezza più facilmente.
Cosa succede al capello quando lo scaldi
Il capello è composto soprattutto da cheratina, una proteina tenuta insieme da legami di forza diversa. I più deboli, chiamati legami a idrogeno, si sciolgono con il calore e con l’acqua e si ricostruiscono mentre la ciocca si raffredda nella nuova forma. Per questo il riccio regge fino al lavaggio successivo, o finché l’umidità dell’aria non lo smonta. Le difficoltà cominciano quando il calore è troppo o arriva ogni giorno. Le squame della cuticola, lo strato esterno che protegge il fusto, si sollevano e si rompono, il capello perde acqua e grassi e diventa opaco, ruvido e crespo. Le punte si aprono.
Il danno peggiore si vede sui capelli bagnati o ancora umidi. L’acqua contenuta nel fusto si trasforma in vapore e lascia piccole cavità all’interno: è il cosiddetto bubble hair. Al microscopio il capello sembra pieno di bolle e si rompe con facilità, a volte a pochi centimetri dalla radice. Le descrizioni pubblicate parlano di temperature superiori ai 125 gradi su capelli bagnati.
Il ferro fa cadere i capelli?
Il follicolo si trova qualche millimetro sotto la pelle e il calore dell’apparecchio non lo raggiunge. Il ferro quindi non provoca una vera caduta, cioè la perdita del capello intero con la sua radice. Può però spezzare il fusto: chi lo usa molto si ritrova con capelli corti e sfibrati sparsi sulla chioma, ciocche che non crescono oltre una certa lunghezza e frammenti sul cuscino che sembrano caduta. Per capire di che cosa si tratta, guarda un’estremità: il capello caduto termina con un piccolo bulbo chiaro, quello spezzato no. Fa eccezione l’ustione profonda del cuoio capelluto, che in rari casi lascia una piccola cicatrice dove i capelli non ricrescono.
Come limitare i danni
Usa il ferro solo quando i capelli sono asciutti del tutto, anche alla radice. Parti dalla temperatura più bassa che ti dà il risultato: capelli fini, decolorati o già sfibrati ne richiedono molta meno di una chioma spessa e sana. Bastano pochi secondi per ciocca, e ripassare più volte sullo stesso punto aggiunge danno senza migliorare il riccio. Un termoprotettore riduce il calore che arriva al fusto, anche se non lo azzera. Gli apparecchi con termostato e rivestimento in ceramica scaldano in modo più uniforme ed evitano i picchi. Ogni tanto lascia ai capelli qualche giorno senza calore, soprattutto se fai anche decolorazioni, permanenti o stirature chimiche.
Se cercavi il ferro come minerale
Con le stesse parole molte persone cercano anche il ferro presente nel sangue. In quel caso il discorso cambia: la carenza di ferro è una causa frequente di caduta diffusa, soprattutto nelle donne, e la trovi spiegata nella voce dedicata.
Domande frequenti
Il ferro fa bene ai capelli?
No, il ferro arricciacapelli è uno strumento per dare forma, non un trattamento. Ogni passaggio toglie un po’ di acqua e di protezione al fusto. Usato di rado, a temperatura moderata e su capelli asciutti, il danno resta limitato. Se invece pensavi al ferro come minerale, servono analisi del sangue per sapere se ti manca.
Quanti secondi tenere il ferro sui capelli?
Pochi secondi per ciocca sono in genere sufficienti, meno sui capelli fini o decolorati. Se il riccio non tiene, è meglio lavorare ciocche più sottili che allungare il tempo o alzare la temperatura. Lascia raffreddare la ciocca prima di toccarla: è in quel momento che la forma si fissa.
Cosa fa il ferro ai capelli?
Il calore scioglie temporaneamente alcuni legami della cheratina e li fa richiudere nella forma della barra. Con un uso frequente solleva le squame della cuticola, secca il fusto e lo rende fragile. Sui capelli bagnati può creare bolle di vapore all’interno del capello, che poi si spezza.
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Pagina a cura di Raffaele Grillo, tricologo e fondatore de La Clinica del Capello, Lugano.