In tricologia l’effluvio è una caduta di capelli improvvisa, diffusa e molto più abbondante del solito, che interessa tutta la testa senza formare chiazze. Nella lingua comune la parola indica un profumo che si sprigiona; in medicina descrive capelli che si staccano in gran numero, di solito per un periodo limitato e con ricrescita successiva.
Effluvio e defluvio non sono sinonimi
Ogni giorno è normale perdere qualche decina di capelli, fino a circa cento. Nell’effluvio se ne perdono molti di più, a volte diverse centinaia, e te ne accorgi dalla doccia, dal cuscino, dalla spazzola. Il fenomeno è reversibile: quando la causa si esaurisce, i follicoli riprendono a lavorare.
Con defluvio i tricologi indicano invece una perdita lenta e silenziosa, in cui il numero di capelli caduti resta quasi normale ma i follicoli si rimpiccioliscono anno dopo anno, come succede nell’alopecia androgenetica. Le due situazioni possono convivere: non di rado un effluvio fa notare per la prima volta un diradamento che era già in corso.
Le forme principali
La forma più comune è il telogen effluvium. Un evento che mette sotto pressione l’organismo spinge molti follicoli a entrare insieme nella fase di riposo, e i capelli cadono due o tre mesi dopo, ciascuno con un piccolo bulbo bianco all’estremità. Ne sono esempi la caduta che segue una febbre alta, quella dopo il parto, quella stagionale di fine estate e la perdita temporanea che a volte si osserva dopo un trapianto.
Nell’anagen effluvium, molto più raro, i capelli cadono mentre stanno ancora crescendo. Le cellule alla base del follicolo, che si dividono di continuo, vengono bloccate da farmaci chemioterapici o da radiazioni sulla testa. La perdita inizia dopo pochi giorni o settimane e può essere quasi completa; i capelli caduti hanno la radice assottigliata, senza bulbo. Finita la terapia ricrescono, talvolta con colore o consistenza diversi.
Come si capisce di che effluvio si tratta
Il medico parte dalle domande: cosa è successo nei mesi precedenti, quali farmaci prendi, com’è la tua alimentazione. Una leggera trazione su una ciocca mostra quanto facilmente si staccano i capelli, e osservarli da vicino rivela se hanno il bulbo del telogen o la punta assottigliata dell’anagen. La tricoscopia valuta la densità e cerca segni di miniaturizzazione o di altre malattie, mentre gli esami del sangue controllano ferro, tiroide ed emocromo.
Cosa aspettarsi
La maggior parte degli effluvi si spegne da sola quando la causa viene corretta o passa. La ricrescita però è lenta: il capello si allunga di circa un centimetro al mese e servono parecchi mesi per ritrovare il volume. Se la caduta dura più di sei mesi, se compaiono chiazze, rossore o squame, oppure se la riga si allarga, conviene una visita tricologica per escludere un problema diverso da un semplice effluvio.
Domande frequenti
Qual è la differenza tra effluvio e defluvio?
L’effluvio è una caduta intensa e improvvisa, spesso di molte centinaia di capelli al giorno, che in genere si risolve. Il defluvio è una perdita graduale, con pochi capelli caduti ma follicoli che si assottigliano nel tempo, come nella calvizie comune. Il primo spaventa di più, il secondo è più insidioso.
Il telogen effluvium può guarire?
Sì, nella grande maggioranza dei casi. Quando l’evento scatenante si esaurisce o la carenza viene corretta, la caduta rallenta in alcuni mesi e i capelli ricrescono. Se la perdita continua oltre sei mesi si parla di forma cronica, che richiede un approfondimento per cercare cause persistenti.
Come si cura il telogen effluvium?
Prima di tutto si cerca e si tratta la causa, per esempio una carenza di ferro o un disturbo della tiroide. Nel frattempo servono pazienza e una cura delicata dei capelli. Nei casi che si prolungano il medico può proporre una lozione stimolante. Gli integratori sono utili solo quando c’è una carenza documentata.
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Pagina a cura di Raffaele Grillo, tricologo e fondatore de La Clinica del Capello, Lugano.