Il cuoio capelluto secco è una pelle della testa che trattiene poca acqua e ha pochi grassi in superficie. Tira, prude e si sfalda in squame minute e bianche, simili a polvere. Nella maggior parte dei casi dipende dal clima, da lavaggi troppo aggressivi o da una pelle secca per natura, ma può accompagnare anche una dermatite.
Perché la pelle della testa si secca
Lo strato più esterno della pelle è un muro di cellule appiattite tenute insieme da un cemento di grassi, come ceramidi e colesterolo. Quando questo cemento si assottiglia, l’acqua evapora più in fretta e la superficie si screpola in piccole scaglie.
D’inverno il freddo all’aperto e l’aria del riscaldamento in casa sono i responsabili più comuni, e in molte persone la secchezza va e viene con le stagioni. Ci mettono del loro anche docce bollenti, shampoo molto sgrassanti usati ogni giorno, il cloro della piscina, il sole e le decolorazioni. Con gli anni le ghiandole sebacee producono meno, e chi ha la pelle atopica tende ad avere una barriera cutanea più fragile su tutto il corpo, testa compresa.
Secchezza o forfora?
I due disturbi si confondono facilmente, perché entrambi lasciano scaglie sulle spalle. Nella cute secca le squame sono finissime, la pelle tira soprattutto dopo lo shampoo e spesso sono secchi anche viso, mani e gambe. Nella forfora ha un ruolo la Malassezia, un lievito che vive sul cuoio capelluto: le squame sono un po’ più grandi e, nelle forme grasse, giallastre. La distinzione conta perché uno shampoo antiforfora energico, usato su una cute soltanto secca, può peggiorarla.
Come prendersene cura
Scegli uno shampoo delicato, con tensioattivi gentili e senza profumo, e usane poco, diluito tra le mani. Lava con acqua tiepida, risciacqua a lungo e asciuga a temperatura media. Il balsamo serve alle lunghezze; per la cute esistono lozioni senza risciacquo con sostanze che richiamano e trattengono acqua, come glicerina, pantenolo o urea a bassa concentrazione. Un impacco d’olio prima dello shampoo può dare sollievo, purché tu non abbia anche forfora: alcuni oli nutrono la Malassezia. D’inverno aiutano un cappello all’aperto e un umidificatore in camera, d’estate un copricapo al sole. Le carenze vitaminiche sono una causa rara: senza esami non ha senso prendere integratori alla cieca.
Quando non è solo secchezza
Se la pelle si arrossa, se compaiono placche spesse, croste o un prurito che ti sveglia di notte, la causa è probabilmente un’altra: dermatite atopica, psoriasi, dermatite da contatto o, più raramente, una micosi. Lo stesso vale se insieme alle squame noti che i capelli si diradano. Una visita tricologica con l’esame della cute al tricoscopio permette di dare un nome al problema e di scegliere i prodotti giusti invece di cambiarne uno dopo l’altro.
Domande frequenti
Perché ho la pelle secca in testa?
Spesso c’entrano l’aria fredda e secca dell’inverno, l’acqua troppo calda e detergenti che portano via i grassi protettivi della pelle. Alcune persone hanno una cute secca per costituzione o per una tendenza atopica. Se la secchezza si accompagna a rossore, placche o prurito intenso, potrebbe esserci una dermatite da far valutare.
Cosa idrata il cuoio capelluto?
Più che l’acqua, aiutano le sostanze che la trattengono nella pelle, come glicerina e pantenolo, contenute in alcuni shampoo delicati e lozioni senza risciacquo. Altrettanto utile è togliere ciò che secca: lavaggi bollenti, shampoo sgrassanti e phon troppo caldo. Un ambiente meno secco in casa fa la sua parte.
Come ammorbidire il cuoio capelluto secco?
Prima dello shampoo puoi massaggiare sulla cute qualche goccia di olio leggero e lasciarlo agire per una ventina di minuti, poi lavare con un detergente delicato. Evita di grattare via le squame con unghie o spazzole dure. Se le squame sono spesse e aderenti, o ritornano subito, conviene farle esaminare.
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Pagina a cura di Raffaele Grillo, tricologo e fondatore de La Clinica del Capello, Lugano.