I cheratinociti sono le cellule che formano la gran parte dell’epidermide, lo strato più esterno della pelle, e producono la cheratina. Nascono nello strato più profondo, risalgono verso la superficie e si trasformano in lamelle piatte e senza vita che alla fine si staccano. Nel follicolo, cellule della stessa famiglia costruiscono il capello.
Dalla base alla superficie
Tutto comincia nello strato basale, dove cellule staminali si dividono senza sosta e generano nuovi cheratinociti. Le cellule figlie vengono spinte verso l’alto. Nello strato spinoso si agganciano tra loro con giunzioni robuste, nello strato granuloso accumulano granuli di proteine e grassi. Arrivate in superficie perdono il nucleo, si appiattiscono, si riempiono di cheratina e diventano corneociti: sono loro, cementati da un velo di lipidi, a formare la barriera che trattiene l’acqua e ferma microbi e sostanze irritanti.
Il tragitto dura alcune settimane, con differenze tra una zona del corpo e l’altra. Alla fine i corneociti si staccano uno alla volta, in modo invisibile. Anche il cuoio capelluto si rinnova così ogni giorno.
I cheratinociti che fanno il capello
Alla base del follicolo, nel bulbo, si trova la matrice. Durante la fase di crescita le sue cellule sono tra quelle che si moltiplicano più in fretta in tutto l’organismo. Spinte verso l’alto, si differenziano negli strati del fusto, cioè midollo, corteccia e cuticola, e nella guaina che lo accompagna dentro la pelle. Più in alto, in una zona chiamata bulge, si conservano le cellule staminali che a ogni nuovo ciclo ricostruiscono la parte bassa del follicolo.
Il colore arriva da un’altra popolazione di cellule, i melanociti, che passano il pigmento ai cheratinociti della matrice mentre il capello si forma. La velocità con cui la matrice si divide spiega perché alcuni chemioterapici, che colpiscono le cellule a moltiplicazione rapida, fanno cadere i capelli in poche settimane.
Quando il ricambio si altera
Molti disturbi del cuoio capelluto nascono da qui. Nella forfora e nella dermatite seborroica il ricambio accelera e le cellule si staccano a gruppi, abbastanza grandi da vedersi come squame. Nella psoriasi la proliferazione è ancora più rapida e la pelle si ispessisce in placche. Nella cute secca, invece, è il cemento di lipidi a mancare. I cheratinociti fanno anche da sentinelle: quando avvertono microbi o sostanze irritanti liberano molecole che richiamano le cellule del sistema immunitario e accendono l’infiammazione, prurito compreso.
Da queste cellule hanno origine anche i tumori della pelle più frequenti, come il carcinoma basocellulare e quello spinocellulare, favoriti dai raggi ultravioletti. Sulla testa li si trova soprattutto dove i capelli mancano da anni: proteggere dal sole un cuoio capelluto diradato con un cappello è una precauzione semplice e utile.
Domande frequenti
Qual è la differenza tra cheratinociti e corneociti?
Sono la stessa cellula in due momenti diversi della sua vita. Il cheratinocita è vivo, ha un nucleo e si trova negli strati profondi dell’epidermide. Il corneocita è ciò che ne resta in superficie: una lamella piatta, senza nucleo, piena di cheratina, che protegge la pelle e poi si stacca.
Quanto dura il processo di cheratinizzazione?
Il percorso di una cellula dallo strato basale fino al distacco richiede in media alcune settimane, con differenze in base alla zona del corpo e all’età. Il valore di circa un mese che si legge spesso è un’approssimazione. In malattie come la psoriasi il ciclo si accorcia molto.
Perché il corpo produce troppa cheratina?
Un eccesso di cheratina in superficie, detto ipercheratosi, compare quando la pelle si difende da sfregamenti continui, come nei calli, oppure in malattie in cui i cheratinociti si moltiplicano troppo o si staccano male, come psoriasi e alcune dermatiti. Sul cuoio capelluto si presenta con squame spesse e aderenti, da far valutare.
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Pagina a cura di Raffaele Grillo, tricologo e fondatore de La Clinica del Capello, Lugano.