Carenza di zinco

La carenza di zinco è una condizione in cui l’organismo riceve o assorbe meno zinco di quanto gli serve. Questo oligoelemento fa funzionare centinaia di enzimi, sostiene le difese immunitarie e la crescita di pelle, unghie e capelli. Quando manca può dare perdita di appetito, alterazioni del gusto, ferite lente a guarire e una caduta diffusa dei capelli.

Da dove nasce il problema

Il corpo non ha un vero deposito di zinco, quindi dipende dall’apporto quotidiano. Le fonti migliori sono carne, frutti di mare, formaggi e uova. Cereali integrali e legumi ne contengono parecchio, ma anche fitati che ne frenano l’assorbimento: per questo la Società svizzera di nutrizione suggerisce a chi segue una dieta vegana di assumerne più di chi mangia di tutto. Ammollo, germinazione e lievitazione naturale riducono i fitati.

Altre cause frequenti sono l’abuso di alcol, la celiachia, il morbo di Crohn, gli interventi di chirurgia bariatrica, il diabete e le malattie croniche dei reni o del fegato. Esiste anche una rara forma ereditaria, l’acrodermatite enteropatica, che si manifesta nei primi mesi di vita con dermatite attorno a bocca e mani e perdita dei capelli.

Zinco e capelli

Nel follicolo lo zinco serve alla divisione cellulare e alla formazione della cheratina. Una carenza marcata spinge molti capelli in fase di riposo e provoca una caduta diffusa, a volte con capelli più sottili e fragili. Alcuni studi hanno trovato livelli bassi in persone con alopecia areata o effluvio telogen, ma non è chiaro quanto la carenza pesi in queste forme. L’integrazione aiuta chi ha davvero un deficit; in chi ha valori normali non ci sono prove che rinforzi i capelli. Anche quando la carenza viene corretta, la ricrescita richiede qualche mese: il follicolo deve prima completare la fase di riposo e poi avviarne una nuova di crescita.

Perché non conviene integrare alla cieca

Il dosaggio dello zinco nel sangue è un esame imperfetto: il valore cambia con l’ora del prelievo, i pasti e le infiammazioni in corso. Il medico lo interpreta insieme ai sintomi, alla dieta e ad altri esami, come l’albumina e la fosfatasi alcalina. Preso a lungo in quantità elevate, lo zinco riduce l’assorbimento del rame e può causare anemia e disturbi ai nervi. Gli integratori multivitaminici per capelli ne contengono spesso, e sommarne più di uno è un errore comune.

Se perdi capelli e sospetti una carenza, conviene affrontare la questione all’interno di una visita tricologica, dove si valutano insieme lo zinco, il ferro, la tiroide e lo stato del cuoio capelluto prima di decidere cosa integrare.

Domande frequenti

Come capire se si ha una carenza di zinco?

I segnali sono poco specifici: appetito ridotto, cibi che sembrano senza sapore, raffreddori frequenti, piccole ferite che tardano a chiudersi, pelle secca o arrossata e capelli che cadono in modo diffuso. Solo il medico, con gli esami del sangue e la storia clinica, può dire se il problema è davvero lo zinco.

Perché si abbassa lo zinco?

Succede quando l’alimentazione ne porta poco o in forma poco assorbibile, come nelle diete molto ricche di cereali integrali e legumi e povere di cibi animali. Altre ragioni sono l’alcol, le malattie intestinali, la chirurgia dell’obesità, il diabete, le malattie renali ed epatiche e alcuni diuretici.

Chi non deve prendere lo zinco?

Gli integratori di zinco vanno usati con cautela da chi ha problemi renali e da chi assume antibiotici come tetracicline o chinoloni, perché si ostacolano a vicenda nell’assorbimento: in quel caso si distanziano le assunzioni. Senza una carenza accertata non è utile prenderlo per lunghi periodi, perché un eccesso abbassa il rame.

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Pagina a cura di Raffaele Grillo, tricologo e fondatore de La Clinica del Capello, Lugano.

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