Caduta capelli e tiroide

La caduta dei capelli legata alla tiroide è un diradamento diffuso che compare quando la ghiandola lavora troppo poco (ipotiroidismo) o troppo (ipertiroidismo). Gli ormoni tiroidei regolano il ritmo del follicolo: se i loro valori si alterano, molti capelli passano insieme alla fase di riposo e cadono qualche mese più tardi.

Che cosa succede al follicolo

Le cellule alla base del capello si dividono di continuo e risentono subito di un cambiamento del metabolismo. Con l’ipotiroidismo il ciclo rallenta: la crescita si accorcia, più capelli restano fermi in telogen e quelli rimasti diventano secchi, ruvidi e opachi. Con l’ipertiroidismo il ciclo accelera e i capelli si fanno sottili e fragili. In entrambi i casi la perdita interessa tutta la testa, senza chiazze definite. Te ne accorgi dal cuscino, dalla spazzola o da una coda di cavallo che si è assottigliata.

Un segno tipico dell’ipotiroidismo è il diradamento della parte esterna delle sopracciglia. Di solito non arriva da solo: pelle fredda e secca, unghie che si spezzano, stanchezza, freddolosità, qualche chilo in più. L’ipertiroidismo dà invece palpitazioni, sudorazione, agitazione e perdita di peso.

Hashimoto, Basedow e alopecia areata

Dietro un ipotiroidismo c’è spesso la tiroidite di Hashimoto, una malattia autoimmune che colpisce le donne circa quattro volte più spesso degli uomini. L’ipertiroidismo dipende frequentemente dal morbo di Basedow, anche questo di origine autoimmune. Chi ha una tiroidite autoimmune è più esposto all’alopecia areata, che però ha un aspetto diverso: chiazze rotonde e lisce invece di un diradamento uniforme. Riconoscere quale delle due forme è in atto cambia la cura.

Un caso a parte riguarda le neomamme. Nel primo anno dopo il parto alcune donne sviluppano una tiroidite post partum, che di solito attraversa una fase di iperfunzione seguita da una di ipofunzione e spesso guarisce da sola. Se la caduta dopo la gravidanza dura più del previsto o si accompagna a una stanchezza marcata, conviene controllare anche la tiroide.

Esami e tempi di ripresa

L’esame di partenza è il TSH, l’ormone con cui l’ipofisi comanda la tiroide. Se risulta alterato si misura l’fT4 e, secondo il caso, gli anticorpi antitiroidei. Davanti a una caduta diffusa il medico controlla spesso anche ferritina ed emocromo, perché una carenza di ferro può sommarsi al problema ormonale e rallentare il recupero.

Quando la terapia riporta i valori nella norma i capelli in genere ricrescono, ma ci vogliono mesi: il follicolo deve completare un ciclo intero prima che il cambiamento si veda, e all’inizio la caduta può continuare per un po’. Anche alcuni farmaci contro l’ipertiroidismo possono far cadere i capelli. Se ti succede, non sospendere la cura di tua iniziativa e parlane con il medico che l’ha prescritta.

A volte però la tiroide spiega solo una parte del problema. Se dopo mesi di valori stabili il diradamento prosegue, magari su tempie e vertice, potrebbe esserci un’alopecia androgenetica che lo squilibrio ormonale aveva soltanto reso più visibile. Con una visita tricologica e la tricoscopia si capisce quanto della caduta dipende dalla tiroide e quanto da altro.

Domande frequenti

Come si cura la caduta di capelli causata dalla tiroide?

Si interviene prima di tutto sulla ghiandola: il medico corregge i valori con la terapia adatta all’ipo o all’ipertiroidismo. Lozioni e integratori presi da soli servono a poco finché gli ormoni restano squilibrati. Raggiunta la stabilità, la ricrescita richiede alcuni mesi; se tarda, conviene cercare altre cause.

Qual è l’ormone che fa cadere i capelli?

Non ce n’è uno solo. Gli ormoni tiroidei provocano caduta sia quando sono troppo bassi sia quando sono troppo alti. Nella calvizie comune, invece, il ruolo principale spetta al diidrotestosterone (DHT), che miniaturizza i follicoli nelle persone predisposte. Anche il calo degli estrogeni dopo il parto può scatenare una caduta temporanea.

I capelli ricrescono dopo aver sistemato la tiroide?

Nella maggior parte dei casi sì, perché la caduta da squilibrio tiroideo non distrugge il follicolo. Il recupero però è lento: i primi segni arrivano dopo qualche mese di valori stabili e la densità di prima può richiedere anche un anno. Se non migliora, va cercata un’altra causa.

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Pagina a cura di Raffaele Grillo, tricologo e fondatore de La Clinica del Capello, Lugano.

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