I black dots, in italiano punti neri, sono un segno visibile con la tricoscopia: piccoli punti scuri negli sbocchi dei follicoli, formati da capelli che si sono spezzati proprio all’altezza della pelle o appena sotto. Non sono una malattia ma un indizio. Compaiono soprattutto nell’alopecia areata, nella tigna del cuoio capelluto e nella tricotillomania.
Come si formano
Un capello sano esce dalla pelle intero e si assottiglia solo verso la punta. Quando il fusto viene danneggiato mentre cresce, invece, può diventare così fragile da rompersi esattamente dove emerge. Resta solo il moncone pigmentato dentro l’apertura del follicolo, che con l’ingrandimento appare come un puntino nero o marrone scuro. Per questo nei testi si parla anche di capelli cadaverizzati.
Il danno può avere origini molto diverse: un attacco infiammatorio al bulbo, un fungo che invade il fusto, una trazione ripetuta, farmaci che fermano di colpo la divisione delle cellule del follicolo. Il punto nero è sempre lo stesso; a fare la diagnosi sono i segni che gli stanno intorno.
In quali malattie si vedono
Nell’alopecia areata i black dots si trovano spesso insieme a puntini gialli, capelli a punto esclamativo e peli sottili di ricrescita. Sono più frequenti nelle chiazze che si stanno allargando, quindi il medico li considera un segnale che la malattia è attiva.
Nella tigna del cuoio capelluto alcuni funghi crescono dentro il capello e lo rendono friabile: i fusti si spezzano a filo della pelle, e accanto ai punti neri compaiono capelli piegati a virgola o a cavatappi, squame e a volte pustole. Esiste anche una forma chiamata proprio tigna a punti neri. Nella tricotillomania i black dots si mescolano a capelli spezzati a lunghezze diverse, con le estremità sfrangiate, in zone dai contorni irregolari. Si osservano inoltre durante una chemioterapia e in alcune malattie infiammatorie che possono lasciare cicatrici, come la cellulite dissecante.
Con che cosa non confonderli
Nel linguaggio comune i punti neri sono i comedoni, i pori dilatati e ostruiti del naso o della fronte: non hanno nulla a che fare con questo segno. Anche una testa rasata da poco mostra tanti puntini scuri, ma lì i capelli sono tagliati in modo uniforme sopra la pelle e i follicoli sono sani. Lo stesso vale per i pigmenti della tricopigmentazione, che restano nella pelle e non dentro i follicoli.
Perché serve una diagnosi
Visto che lo stesso segno può indicare un’alopecia areata, un’infezione fungina contagiosa o un disturbo legato all’ansia, le cure sono completamente diverse da caso a caso. Durante una visita tricologica il medico osserva in tricoscopia l’insieme dei segni, ascolta la tua storia e, se serve, preleva qualche squama o capello per l’esame micologico prima di scegliere la terapia.
Domande frequenti
I black dots sul cuoio capelluto sono pericolosi?
In sé no: sono resti di capelli spezzati e non fanno male. Contano per ciò che segnalano. Possono indicare un’alopecia areata in fase attiva, un’infezione da funghi che va curata e può contagiare altre persone, oppure l’abitudine di strapparsi i capelli. Per questo è utile farli valutare da uno specialista.
Che differenza c’è tra black dots e punti neri della pelle?
I punti neri della pelle sono comedoni: pori pieni di sebo e cellule morte che si scuriscono a contatto con l’aria, tipici di naso e fronte. I black dots del cuoio capelluto sono invece capelli spezzati all’uscita del follicolo. Si riconoscono solo con l’ingrandimento e non si eliminano con la pulizia della pelle.
I black dots scompaiono con la cura?
Sì, quando la causa viene trattata. Nell’alopecia areata diminuiscono man mano che l’infiammazione si spegne, nella tigna con la terapia antimicotica, nella tricotillomania quando si riesce a interrompere lo strappo. Se il follicolo nel frattempo non è stato distrutto da una cicatrice, al posto del punto nero torna a crescere un capello.
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Pagina a cura di Raffaele Grillo, tricologo e fondatore de La Clinica del Capello, Lugano.