Antralina

L’antralina, chiamata anche ditranolo o cignolina, è un farmaco da applicare sulla pelle usato da oltre un secolo contro la psoriasi. In tricologia viene impiegata per alcune forme di alopecia areata: irrita in modo controllato la pelle della chiazza e, secondo l’ipotesi più accreditata, distoglie il sistema immunitario dal follicolo, permettendo al capello di ricrescere.

Da una polvere vegetale a un farmaco di sintesi

La storia comincia nell’Ottocento con la crisarobina, una sostanza estratta dal legno di un albero sudamericano e usata dai medici per schiarire le placche della psoriasi. All’inizio del Novecento i chimici ne produssero una versione di sintesi più maneggevole, appunto l’antralina. Agisce sulle cellule della pelle che si moltiplicano troppo in fretta, ne rallenta la crescita e attenua l’infiammazione. Per la psoriasi oggi esistono molte alternative, ma l’antralina è rimasta in uso, soprattutto come preparazione allestita in farmacia.

Perché si usa sulle chiazze di alopecia areata

Nell’alopecia areata i linfociti si raccolgono attorno al bulbo e ne bloccano l’attività. L’antralina, applicata sulla chiazza, provoca una dermatite irritativa: la pelle si arrossa, a volte si desquama e brucia un po’. Si pensa che questa infiammazione superficiale richiami altrove le cellule immunitarie e liberi così il follicolo. Il meccanismo non è dimostrato fino in fondo.

Per contenere il fastidio il medico prescrive di solito la cosiddetta terapia a contatto breve: il prodotto resta sulla pelle per un tempo limitato e poi si lava via. Durata e concentrazione si adattano alla reazione della pelle, sempre su indicazione dello specialista.

Che cosa dicono gli studi

Le prove vengono soprattutto da serie di casi e da pochi studi di piccole dimensioni. Una revisione sistematica sui bambini con forme estese ha trovato una ricrescita completa in meno della metà dei casi trattati con antralina, un risultato inferiore a quello dell’immunoterapia topica, ma con recidive un po’ meno frequenti. I primi capelli, quando arrivano, compaiono dopo alcuni mesi. Proprio perché non richiede iniezioni, l’antralina viene considerata soprattutto nei bambini o in chi non tollera le infiltrazioni di cortisone.

Macchie, irritazione e altre precauzioni

L’effetto collaterale che tutti notano è il colore. L’antralina macchia di bruno violaceo la pelle trattata e, in modo più duraturo, asciugamani, federe, vestiti e la ceramica del lavandino. Può macchiare anche i capelli, in modo più visibile se sono chiari o grigi. Sulla pelle la macchia è innocua e sbiadisce poco a poco dopo la sospensione. L’irritazione va tenuta sotto controllo: un bruciore forte o vescicole sono un motivo per fermarsi e sentire il medico. Il prodotto non deve arrivare agli occhi né sulla pelle sana del viso, e dopo l’applicazione si lavano subito le mani. In gravidanza e allattamento la decisione spetta al medico.

La situazione in Svizzera

Oggi in Svizzera non sono in commercio preparati pronti a base di antralina. Il dermatologo può prescriverla come preparazione magistrale, che la farmacia allestisce su ricetta, oppure farla importare dall’estero. È quindi una terapia che si imposta e si segue con lo specialista, non un prodotto da cercare da soli.

Domande frequenti

Che cos’è il ditranolo?

Ditranolo è l’altro nome dell’antralina, e in alcuni Paesi si usa anche il termine cignolina. Indicano la stessa sostanza, nata come cura locale della psoriasi e impiegata dai dermatologi anche per alcune chiazze di alopecia areata. In Svizzera si ottiene solo su prescrizione, come preparazione allestita in farmacia o importata.

Che cos’è l’unguento all’antralina?

È una preparazione in cui l’antralina viene incorporata in una base grassa, come la vaselina, o in una crema. La base cambia la consistenza e la facilità di rimozione, non il principio attivo. La scelta della formula, della concentrazione e del tempo di contatto spetta al dermatologo, che la adatta alla reazione della pelle.

L’antralina macchia i capelli e la pelle?

Sì. Colora di bruno violaceo la pelle trattata, che torna normale poco a poco dopo la fine della cura, e lascia macchie difficili da togliere su tessuti e superfici. Anche i capelli biondi o bianchi possono restare macchiati finché non ricrescono. Usare asciugamani e federe vecchi e lavarsi bene le mani riduce gli inconvenienti.

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Pagina a cura di Raffaele Grillo, tricologo e fondatore de La Clinica del Capello, Lugano.

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