Antiandrogeni

Gli antiandrogeni sono farmaci che attenuano l’azione degli ormoni maschili sui tessuti: impediscono loro di agire sulle cellule oppure ne riducono la produzione. Il bersaglio è il testosterone e soprattutto la sua forma più potente, il DHT. In tricologia si usano in prevalenza nelle donne con alopecia androgenetica o segni di eccesso di androgeni, sempre su prescrizione medica.

Come agiscono e quali sono

Il gruppo classico si aggancia al recettore, cioè al punto in cui l’ormone si lega alle cellule del follicolo e delle ghiandole sebacee, e lo lascia senza bersaglio. Ne fanno parte il ciproterone acetato, di struttura steroidea, e due molecole non steroidee nate per il tumore della prostata, la bicalutamide e la flutamide, che in Svizzera non è più in commercio. Lo spironolattone è un diuretico che, accanto al suo effetto principale, si lega in parte allo stesso recettore e riduce la produzione di androgeni.

Gli inibitori della 5-alfa-reduttasi, finasteride e dutasteride, intervengono più a monte: lasciano libero il recettore ma impediscono che il testosterone si trasformi in DHT. Spesso vengono inclusi tra gli antiandrogeni in senso ampio. Hanno un’azione antiandrogena anche alcune pillole contraccettive combinate, grazie al progestinico che contengono. Lo stesso principio si sta studiando in forma topica, da applicare solo sul cuoio capelluto.

Perché si usano soprattutto nelle donne

Nell’uomo i farmaci che bloccano il recettore agiscono su tutto l’organismo e possono ridurre il desiderio, far crescere il seno e alterare la fertilità. Per la calvizie maschile non si usano, e il medico ricorre piuttosto agli inibitori della 5-alfa-reduttasi. Nella donna il discorso cambia. Gli antiandrogeni possono servire nell’alopecia androgenetica femminile, in particolare quando si accompagna ad acne, peli in eccesso o cicli irregolari, come nella sindrome dell’ovaio policistico. A volte aiutano anche donne con esami ormonali normali, ma la risposta varia molto da persona a persona.

In Svizzera questi farmaci richiedono la ricetta. La combinazione di ciproterone acetato ed etinilestradiolo è autorizzata per i segni di androgenizzazione nella donna, caduta dei capelli compresa, quando serve anche una contraccezione. Molti altri antiandrogeni sono invece registrati per malattie diverse, e usati per i capelli lo sono off-label, cioè fuori dalle indicazioni approvate. L’effetto sulla caduta si giudica dopo diversi mesi, e se la terapia viene sospesa il diradamento tende a riprendere.

Rischi e controlli

In gravidanza gli antiandrogeni sono esclusi, perché possono interferire con lo sviluppo dei genitali di un feto maschio. Nelle donne in età fertile si abbinano quindi a una contraccezione sicura. Gli effetti indesiderati cambiano da una molecola all’altra: ciclo irregolare e seno dolente, stanchezza e umore più basso, potassio alto con lo spironolattone, raro nelle donne giovani e sane, danni al fegato rari ma seri con flutamide e bicalutamide. Il ciproterone, a dosi alte e per periodi lunghi, è stato associato ai meningiomi, tumori benigni delle membrane che avvolgono il cervello; con le basse dosi delle pillole combinate i dati non mostrano questo rischio. Le pillole combinate aumentano il rischio di trombosi. Quali esami del sangue fare prima e durante la cura lo decide il medico in base al farmaco e alla tua salute.

Un antiandrogeno si sceglie solo dopo una diagnosi precisa. Durante una visita tricologica si chiarisce se la caduta ha davvero una componente ormonale, quali esami servono e se conviene coinvolgere il ginecologo o l’endocrinologo.

Domande frequenti

Quali sono gli effetti collaterali degli antiandrogeni?

Dipendono dal farmaco. Nelle donne i più frequenti sono irregolarità del ciclo, tensione al seno, stanchezza e calo della libido. Lo spironolattone può alzare il potassio, alcuni antiandrogeni possono affaticare il fegato e le pillole combinate aumentano il rischio di trombosi. Per questo il medico valuta quali controlli fare prima di iniziare e durante la terapia.

Quali sono le pillole antiandrogeniche?

Sono pillole contraccettive combinate il cui progestinico ha un effetto antiandrogeno, per esempio ciproterone acetato, drospirenone, dienogest o clormadinone. Possono migliorare acne, peli in eccesso e in parte il diradamento di origine ormonale. Si ottengono solo con ricetta e la scelta va fatta con il ginecologo, che valuta anche il rischio di trombosi.

Come capire se ho troppi androgeni?

I segnali più comuni sono acne persistente in età adulta, peli scuri su viso, petto o addome, cicli irregolari o assenti e un diradamento sulla sommità della testa. Per confermarlo il medico chiede esami del sangue mirati, come testosterone, SHBG e DHEA-S, di solito nei primi giorni del ciclo, e se serve un’ecografia delle ovaie.

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Pagina a cura di Raffaele Grillo, tricologo e fondatore de La Clinica del Capello, Lugano.

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