Alopecia da chemioterapia

L’alopecia da chemioterapia è la caduta di capelli causata dai farmaci antitumorali che colpiscono le cellule in rapida divisione, comprese quelle del bulbo in crescita. Compare di solito due o tre settimane dopo l’inizio delle cure, può coinvolgere ciglia, sopracciglia e peli del corpo e nella grande maggioranza dei casi è temporanea.

Perché succede e quanto dura

I medici la chiamano effluvio in anagen: a differenza delle cadute da stress, il capello si stacca mentre è ancora in piena crescita, perché il farmaco blocca di colpo il lavoro della matrice del bulbo. Quanto se ne perde dipende dal tipo di farmaci, dalle dosi e dalla persona: certi schemi lasciano la chioma quasi intatta, altri la fanno cadere tutta. La ricrescita riparte di solito qualche settimana dopo l’ultima seduta, e i primi capelli possono avere colore o consistenza diversi, per esempio più ricci. Più di rado, con alcuni farmaci, il diradamento persiste.

Cosa si può fare

In alcuni centri oncologici il cuoio capelluto viene raffreddato durante le infusioni: il freddo riduce l’afflusso di sangue ai follicoli e quindi la quantità di farmaco che li raggiunge. Funziona meglio con certi schemi e non è adatto a tutti i tumori, quindi decide l’oncologo. Aiutano shampoo delicati, poco calore e un taglio corto prima della caduta. In Svizzera l’AI e l’AVS contribuiscono alle spese per la parrucca, e la Lega contro il cancro spiega come presentare la richiesta. Oltre alla parrucca esistono protesi capelli su misura per il periodo di attesa.

Domande frequenti

Dopo quanto tempo dalla chemioterapia inizia la caduta dei capelli?

Nella maggior parte dei casi tra la seconda e la terza settimana dal primo ciclo, a volte prima. Spesso la cute diventa sensibile o dolente qualche giorno prima. La caduta può essere rapida, a ciocche, e proseguire per tutta la durata della terapia; ciglia e sopracciglia di solito cedono più tardi.

Quale tipo di chemio fa cadere i capelli?

Il rischio è alto con alcune famiglie di farmaci, per esempio antracicline, taxani e ciclofosfamide ad alte dosi, mentre altri chemioterapici fanno cadere pochi capelli o nessuno. Le terapie mirate, l’immunoterapia e le cure ormonali possono assottigliare la chioma senza farla cadere del tutto. L’oncologo sa dirti cosa aspettarti con il tuo schema.

Come far ricrescere i capelli dopo la chemioterapia?

Nella maggior parte dei casi ricrescono da soli: servono pazienza, lavaggi delicati e niente trattamenti aggressivi come tinte forti o permanenti nei primi mesi. Se dopo sei mesi dalla fine delle cure la chioma resta molto rada, conviene un controllo. Il medico può valutare terapie come il minoxidil topico, sempre in accordo con l’oncologo.

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Pagina a cura di Raffaele Grillo, tricologo e fondatore de La Clinica del Capello, Lugano.

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