Tricogramma

Il tricogramma è un esame semi-invasivo dei capelli: si strappano con una pinza alcune decine di capelli da zone precise della testa e se ne osservano le radici al microscopio. Dalla forma delle radici si calcola la percentuale di capelli in crescita, in transizione e a riposo, un dato che aiuta a capire come procede il ciclo del capello.

Come si esegue

Per alcuni giorni prima dell’esame non devi lavare i capelli, perché lo shampoo farebbe cadere proprio quelli a riposo che si vogliono contare. Di solito ti viene chiesto anche di rimandare tinte e trattamenti. Il medico sceglie due o più zone, per esempio la sommità e la nuca, afferra vicino alla cute una ciocca di una cinquantina di capelli con una pinza dalle punte rivestite e la estrae con un gesto unico e rapido, nel verso di crescita. Lo strappo dà fastidio, ma dura un attimo. Le radici vengono poi sistemate su un vetrino e osservate al microscopio. I follicoli non subiscono danni e i capelli strappati ricrescono.

Che cosa mostrano le radici

Un capello in fase di crescita (anagen) ha una radice lunga, scura, avvolta da guaine trasparenti. Uno a riposo (telogen) termina invece con una piccola clava bianca, senza pigmento. Tra le due ci sono i capelli in transizione (catagen), sempre pochi. Si contano a parte le radici distrofiche, assottigliate o spezzate, segno di un follicolo che ha subito un danno mentre era in piena attività. In un adulto con capelli sani la grande maggioranza è in crescita e una quota più piccola, intorno al 10-15%, è a riposo, con variazioni da una zona all’altra della testa.

A che cosa serve

Se i capelli a riposo sono molti più del normale su tutta la testa, il quadro è quello di un telogen effluvium. Nell’alopecia androgenetica la sommità mostra spesso più capelli a riposo e radici più sottili rispetto alla nuca, che resta stabile: il confronto tra le due zone è l’informazione più utile. Tante radici distrofiche fanno pensare a un’alopecia areata in fase attiva o a una caduta da farmaci, come durante la chemioterapia. Nei bambini, capelli in crescita privi di guaine che si sfilano senza fatica indicano la sindrome dell’anagen libero.

Perché oggi si usa meno

L’esame ha i suoi limiti. È fastidioso, il risultato cambia a seconda di come viene strappata la ciocca (un gesto lento deforma alcune radici) e di quanti giorni sono passati dall’ultimo lavaggio, e i capelli esaminati sono pochi. In molte situazioni la tricoscopia lo ha sostituito, perché mostra calibro dei fusti, miniaturizzazione e segni di infiammazione senza strappare nulla. Per seguire densità e crescita nel tempo esiste invece il fototricogramma, che fotografa sempre la stessa piccola area.

Il tricogramma resta utile in casi scelti, quando tricoscopia e pull test non bastano a distinguere un effluvio da un’altra forma di caduta. L’opportunità di farlo si valuta durante una visita tricologica, insieme agli esami del sangue e, se serve, a una biopsia.

Domande frequenti

Come si fa l’esame tricologico?

Di solito comincia con un colloquio sulla caduta, sulla salute generale e sui farmaci. Poi il medico osserva il cuoio capelluto a occhio nudo e con la tricoscopia, esegue il pull test e, se necessario, chiede esami del sangue. Tricogramma e biopsia si aggiungono solo quando questi passaggi non chiariscono la diagnosi.

Il tricogramma fa male?

Lo strappo della ciocca provoca un dolore breve, simile a quello di una pinzetta su più peli insieme, che passa in pochi secondi. Non servono anestesia né medicazioni e puoi riprendere subito le tue attività. Nelle zone del prelievo i capelli ricrescono normalmente.

Che differenza c’è tra tricogramma e tricoscopia?

Il tricogramma studia al microscopio le radici di capelli strappati e misura la quota di capelli in crescita e a riposo. La tricoscopia osserva cuoio capelluto e fusti ingranditi direttamente sulla testa, senza prelievi, e rileva miniaturizzazione, follicoli vuoti e segni di infiammazione. Oggi la tricoscopia è il primo esame, il tricogramma un approfondimento.

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Pagina a cura di Raffaele Grillo, tricologo e fondatore de La Clinica del Capello, Lugano.

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