Tatuaggio capelli è il nome con cui molte persone cercano la tricopigmentazione, cioè la tecnica che deposita nel cuoio capelluto minuscoli punti di pigmento per imitare i capelli rasati o rendere meno visibile un diradamento. Non fa crescere capelli: crea un effetto ottico. Si usa nella calvizie avanzata, nei diradamenti e sulle cicatrici.
Perché non è un tatuaggio come gli altri
L’idea di base è la stessa: un ago porta il colore sotto la superficie della pelle. Il risultato cercato però è opposto. Un tatuaggio artistico punta su linee e campiture ben visibili; qui ogni punto deve avere le dimensioni di un capello appena tagliato, e l’insieme deve sembrare casuale. Per riuscirci si lavora più in superficie, con aghi sottili, pigmenti scelti apposta e una tonalità un po’ più chiara del colore naturale.
Il rischio di affidarsi a chi esegue tatuaggi comuni senza esperienza specifica si vede col tempo. Se l’inchiostro scende troppo in profondità, i punti si allargano e si fondono tra loro in una macchia uniforme. Alcuni pigmenti scuri, poi, con gli anni virano al blu o al verde. Sono difetti difficili da correggere, perché la rimozione con il laser richiede molte sedute e non sempre riesce del tutto.
Cosa può e cosa non può fare
Funziona bene se porti i capelli cortissimi e vuoi l’aspetto di una testa rasata con un’attaccatura definita, oppure se hai capelli lunghi ma radi e ti dà fastidio vedere la pelle in trasparenza. Serve anche a mimetizzare la cicatrice di un vecchio trapianto o di un intervento. È una soluzione scelta anche da molte donne con la riga che si allarga o le tempie diradate: in quel caso i punti sono più radi e sfumati, e restano nascosti sotto i capelli.
Non dà volume né spessore, e da vicino o con i capelli bagnati l’effetto si nota di più. Soprattutto non ferma la caduta: se la calvizie è ancora in movimento, il disegno di oggi può non adattarsi alla testa che avrai tra qualche anno. Prima di decidere conviene sapere se esiste una terapia in grado di conservare i capelli che hai.
In Svizzera e nella scelta dello studio
In Svizzera chi esegue tatuaggi e trucco permanente deve notificare la propria attività all’autorità cantonale, e i pigmenti devono rispettare le norme federali che vietano alcune sostanze. Chiedi quale pigmento verrà usato, guarda lavori fotografati a distanza di anni e verifica come vengono sterilizzati gli strumenti. Se il diradamento è molto esteso, valuta anche altre strade: un sistema di infoltimento, un trapianto, oppure una combinazione con la pigmentazione.
Domande frequenti
Quanto dura il tatuaggio dei capelli?
Dipende dal pigmento, dalla profondità e dalla pelle. Le versioni semipermanenti sbiadiscono in modo graduale e vanno rinnovate dopo qualche anno; quelle permanenti restano più a lungo ma perdono comunque intensità. Sole, lavaggi aggressivi e prodotti esfolianti accelerano il processo, mentre una protezione solare sul cuoio capelluto lo rallenta.
Il tatuaggio dei capelli fa male?
Si avverte una serie di punture leggere, che la maggior parte delle persone tollera senza anestesia. La sensibilità cambia da zona a zona: fronte, tempie e nuca, dove l’osso è vicino alla pelle, sono di solito le più fastidiose. Il trattamento si divide in più sedute, ognuna di qualche ora.
Quali sono gli effetti negativi della tricopigmentazione?
Nei primi giorni capitano rossore e piccole crosticine. Più di rado si osservano infezioni, allergie al pigmento o piccoli noduli infiammatori. A distanza di anni i problemi più comuni sono punti che si allargano e colori che virano verso il blu. Una tecnica corretta e pigmenti adatti riducono questi rischi.
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Pagina a cura di Raffaele Grillo, tricologo e fondatore de La Clinica del Capello, Lugano.