Il pantenolo è la provitamina B5, una sostanza che la pelle assorbe e trasforma in acido pantotenico. Nei prodotti per capelli e cuoio capelluto si usa per trattenere l’acqua, rendere il fusto più morbido ed elastico e calmare la cute irritata. Agisce sul capello già cresciuto e sulla superficie della pelle, non sulla caduta.
Che cos’è dal punto di vista chimico
Il pantenolo è l’alcol corrispondente all’acido pantotenico: le due molecole differiscono per un solo gruppo chimico. Si ottiene per sintesi in laboratorio e si presenta come un liquido trasparente e vischioso, solubile in acqua e in alcol, oppure come polvere bianca. Esiste in due forme speculari. La forma D, chiamata dexpantenolo, è quella che l’organismo converte in vitamina. La miscela DL, presente in molti cosmetici, contiene per metà la forma L, che dal punto di vista vitaminico è inattiva ma conserva le proprietà idratanti.
In dermatologia il dexpantenolo si usa da oltre settant’anni in creme e unguenti per pelle arrossata, piccole ferite e cute secca. Favorisce il ripristino della barriera cutanea e riduce la perdita d’acqua attraverso l’epidermide.
Cosa fa sul fusto del capello
Il pantenolo è un umettante: attira e lega le molecole d’acqua. Applicato sui capelli forma un velo sottile sulla cuticola e in parte penetra nel fusto. La fibra idratata diventa più flessibile, si annoda meno e regge meglio la trazione del pettine, così si spezza con meno facilità. Molte persone notano anche capelli più lucidi e, nei capelli fini, una sensazione di corpo in più dovuta al leggero rigonfiamento del fusto.
Questi effetti sono reali ma temporanei. Il capello è una struttura morta e non si ripara: il pantenolo migliora la condizione della fibra finché resta su di essa, poi va riapplicato. Nei prodotti senza risciacquo, come lozioni, spray e balsami da lasciare in posa, il contatto è più lungo e il risultato più evidente rispetto allo shampoo.
Sul cuoio capelluto e nella prevenzione della caduta
Sul cuoio capelluto secco, teso o arrossato il pantenolo può dare sollievo, perché aiuta la pelle a trattenere l’acqua e attenua il prurito. Per questo lo trovi spesso nelle formule delicate e in quelle per cute sensibile, a volte anche dopo trattamenti che irritano, come la decolorazione.
Nelle lozioni anticaduta compare spesso, di solito accanto ad altri ingredienti. Non esistono però studi convincenti che dimostrino un effetto diretto del pantenolo sul follicolo o sul ciclo di crescita. Un cuoio capelluto meno irritato e capelli che si spezzano meno possono dare l’impressione di una chioma più piena, ma la perdita di capelli dalla radice va inquadrata con una diagnosi e trattata in base alla causa.
Tollerabilità
È uno degli ingredienti più tollerati in cosmetica. In rari casi provoca un’allergia da contatto, con arrossamento, prurito o piccole vescicole nella zona di applicazione, anche con prodotti presentati come ipoallergenici. Se dopo un nuovo prodotto il cuoio capelluto si irrita, sospendilo e fai vedere la reazione al medico o al farmacista.
Domande frequenti
Cosa fa il pantenolo ai capelli?
Lega l’acqua alla fibra e la ricopre di un film leggero. I capelli risultano più morbidi, più facili da pettinare e meno inclini a spezzarsi. È un effetto cosmetico sul fusto: dura finché il prodotto resta sul capello e non cambia il numero di capelli che crescono dalla radice.
Quali sono le controindicazioni del pantenolo?
Di fatto l’unica è un’allergia accertata alla sostanza. È raro, ma succede: compaiono arrossamento, prurito o piccole bolle dopo l’applicazione. In quel caso interrompi l’uso e chiedi un parere medico, che può proporti un test allergologico per confermare il sospetto.
Da dove si ricava il pantenolo?
Il pantenolo usato nei cosmetici e nei farmaci si produce per sintesi chimica, non per estrazione da piante o alimenti. La forma attiva per l’organismo è il dexpantenolo; la versione DL è una miscela delle due forme e viene scelta spesso per le sue proprietà idratanti.
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Pagina a cura di Raffaele Grillo, tricologo e fondatore de La Clinica del Capello, Lugano.