Il kerion è una forma molto infiammatoria di tigna del cuoio capelluto o della barba. Il sistema immunitario reagisce con forza a un fungo dermatofita e forma una placca gonfia e molle, coperta di pustole e croste, da cui i capelli si sfilano con facilità. Colpisce soprattutto i bambini e richiede una cura antimicotica per bocca.
Una reazione eccessiva al fungo
Il nome viene dal greco e richiama un favo di miele, per l’aspetto della superficie bucherellata da cui geme del liquido. Il gonfiore dipende soprattutto dalla forza della risposta immunitaria contro il fungo, e questa risposta, se dura a lungo, danneggia i follicoli. Molti dei funghi responsabili arrivano dagli animali: il gatto e il cane, i piccoli roditori domestici, il coniglio e, in campagna, i bovini. In Europa però è in aumento anche una specie che passa da persona a persona, talvolta attraverso pettini e rasoi poco puliti. Per questo il kerion della barba si vede soprattutto negli uomini che lavorano a contatto con il bestiame.
Come si presenta
Di solito comincia come una chiazza desquamata simile a una tigna comune. Nel giro di pochi giorni si solleva, diventa morbida al tatto e dolente, si copre di pustole e a volte secerne pus. I capelli nella zona si staccano senza dolore se li tiri. Spesso i linfonodi del collo si ingrossano e possono comparire febbricola e malessere. Sul corpo, a distanza, possono affiorare piccole eruzioni pruriginose che non contengono il fungo ma sono un’altra espressione della reazione immunitaria.
Perché viene scambiato per un ascesso
Il quadro somiglia molto a un’infezione batterica. Capita così che venga trattato con antibiotici senza risultato o, peggio, inciso e drenato, cosa che le linee guida sconsigliano. Il medico che sospetta un kerion preleva capelli e squame per l’esame micologico; il fungo non è distribuito in modo uniforme, per cui a volte il primo campione risulta negativo e l’esame va ripetuto. La tricoscopia e il contesto, per esempio un cucciolo arrivato da poco in casa, aiutano a orientarsi.
Cura e cicatrici
La terapia si basa su un antimicotico per bocca, prescritto dal medico per alcune settimane, a cui si aggiunge uno shampoo antimicotico per ridurre il contagio. In alcuni casi il medico valuta un breve ciclo di cortisone per spegnere l’infiammazione; gli antibiotici servono solo se si sovrappone un’infezione batterica. Anche l’animale da cui è partito il contagio va curato dal veterinario.
Il punto delicato è il tempo. Se la cura parte presto, nella maggior parte dei casi i capelli ricrescono. Se il kerion dura settimane senza trattamento adeguato, può lasciare zone di alopecia cicatriziale definitive. Una chiazza gonfia e purulenta che non risponde agli antibiotici merita quindi una visita tricologica o dermatologica senza aspettare.
Domande frequenti
Che cos’è il kerion?
È una tigna del cuoio capelluto o della barba accompagnata da un’infiammazione molto intensa. La zona si gonfia, diventa dolente e si copre di pustole, e i capelli si staccano facilmente. Non si tratta di un ascesso batterico ma di una reazione dell’organismo a un fungo, e si cura con antimicotici.
Qual è la terapia per il kerion?
Serve un antimicotico per bocca prescritto dal medico, da prendere per alcune settimane anche quando la zona sembra migliorata. Uno shampoo antimicotico aiuta a non diffondere le spore. A volte si aggiunge per pochi giorni un cortisone. Creme e lozioni da sole non bastano, perché il fungo è dentro il follicolo.
Il kerion si può prendere da un cane o da un gatto?
Sì, spesso il fungo responsabile arriva da un animale, che a volte non mostra segni evidenti. Il contagio avviene accarezzandolo o attraverso il pelo lasciato su cuscini e divani. Se a un bambino viene diagnosticato un kerion, conviene far controllare dal veterinario anche gli animali di casa.
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Pagina a cura di Raffaele Grillo, tricologo e fondatore de La Clinica del Capello, Lugano.