La biotina è una vitamina idrosolubile del gruppo B, chiamata anche vitamina B7, B8 o H. Serve agli enzimi che trasformano grassi, zuccheri e proteine. Si trova in molti alimenti e una dieta varia ne fornisce abbastanza. È tra gli ingredienti più diffusi negli integratori per capelli, ma i benefici dimostrati riguardano soprattutto chi ne è carente.
Che cosa fa nell’organismo
La biotina lavora come aiutante di un piccolo gruppo di enzimi, le carbossilasi. Senza di lei il corpo fatica a costruire gli acidi grassi, a produrre glucosio quando serve e a smontare alcuni aminoacidi. Le cellule che si moltiplicano in fretta, come quelle della matrice del capello, hanno bisogno che questo metabolismo funzioni. Da qui viene il legame con capelli, pelle e unghie, che però è indiretto: la biotina non è un mattone della cheratina, è una delle tante condizioni che permettono al follicolo di lavorare.
Dove si trova e quanta ne serve
Le fonti più ricche sono il fegato, il tuorlo d’uovo, la frutta secca, i legumi, i cereali integrali e il lievito. Il fabbisogno di un adulto è piccolo: i valori di riferimento usati in Svizzera indicano da 30 a 60 microgrammi al giorno, una quantità che l’alimentazione normale copre senza difficoltà. L’albume crudo contiene una proteina che lega la biotina e ne impedisce l’assorbimento, mentre la cottura la rende innocua.
Biotina e capelli: cosa dicono gli studi
Gli integratori di biotina contengono spesso quantità molte volte superiori al fabbisogno. Le revisioni degli studi pubblicati mostrano che i miglioramenti dei capelli sono stati osservati in persone con una carenza vera o con alcune condizioni rare, per esempio forme genetiche del fusto come la sindrome dei capelli impettinabili. Nell’alopecia androgenetica, nel telogen effluvium o nell’alopecia areata non ci sono prove che serva quando i livelli sono normali. Per le unghie fragili esistono piccoli studi incoraggianti, ma non conclusivi.
In Svizzera la biotina si trova negli integratori alimentari, per i quali dal 2020 non è più previsto un limite massimo per dose giornaliera, e in alcuni medicamenti da banco. Questi ultimi sono indicati proprio per i disturbi di crescita di capelli e unghie dovuti a una carenza di biotina. Prima di comprarne uno, chiediti se il problema è davvero quello: una caduta ha quasi sempre altre cause.
Sicurezza ed esami del sangue
La biotina è ben tollerata e quella in eccesso viene eliminata con le urine. Il vero rischio è un altro: molti esami di laboratorio usano reazioni basate sulla biotina, e se ne hai molta nel sangue i risultati possono uscire falsati. Succede con gli ormoni della tiroide, con alcuni marcatori tumorali e con la troponina, l’esame usato per riconoscere l’infarto. Se prendi un integratore, dillo al medico prima del prelievo: in genere basta sospenderlo almeno un giorno, ma con le dosi più alte serve una pausa più lunga.
Domande frequenti
A cosa serve la biotina?
Serve al metabolismo: permette a diversi enzimi di trasformare i nutrienti e di produrre grassi e glucosio. Per questo è necessaria anche al rinnovo di pelle, capelli e unghie. Una carenza provoca diradamento e problemi cutanei, ma se i livelli sono normali prenderne di più non rende i capelli più forti.
Quando non assumere biotina?
Quando non c’è una carenza o un motivo indicato dal medico, perché difficilmente serve. Va sospesa prima degli esami del sangue, seguendo le indicazioni del medico o del laboratorio. In gravidanza, allattamento o se prendi farmaci in modo continuativo è meglio chiedere prima un parere al medico o al farmacista.
La biotina alza o abbassa il TSH?
La biotina non cambia il funzionamento della tiroide, ma può alterare il risultato dell’esame. Con molti metodi di laboratorio il TSH risulta più basso del reale e gli ormoni tiroidei più alti, un quadro che imita l’ipertiroidismo. Per questo va sospesa prima del prelievo e segnalata a chi legge gli esami.
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Pagina a cura di Raffaele Grillo, tricologo e fondatore de La Clinica del Capello, Lugano.